Apr 8, 2020 - cesaroni, cinecittà, cinema, musica, tv    No Comments

I Cesaroni “Piango e Rido”

RomaMi ero segnato tra gli appunti, come un’idea per una gita: il “Tour Piango e Rido” con un Post Scriptum con due note “Da Piazza Giovanni da Triora al Lido di Ostia, saranno circa una quarantina di chilometri, è un attimo mangiare uno spaghetto alle vongole con i giusti crismi”. Prima della serie “I Cesaroni” registrata alla Garbatella non avrei mai pensato a questa meta, annotata insieme a mille appunti in una moleskine di qualche anno fa. La serie è stata registrata nel quartiere Ostiense, già noto per il film del 2001 ultra premiato “Le fate ignoranti” con Stefano Accorsi e Margherita Buy. Gran parte delle scene sono state riprese a Cinecittà. Gli studi rappresentano il lustro dell’industria cinematografica italiana. Cinecittà è la nostra Hollywood, è il meraviglioso mondo artefatto del cinema, capace di creare illusioni e sogni in ogni persona che almeno una volta si sia emozionata davanti allo schermo.
ColosseoTramite innumerevoli racconti, i professionisti sono capaci di cambiare, manipolare e confondere la vita reale, nel bene e nel male. Ad esempio quei progetti televisivi che entrano in ogni casa, quei programmi popolari, ricchi di contenuti e che si ispirano al nostro modo di essere, che in tutte le puntate lo spettatore riesce sempre meglio a identificarsi e immedesimarsi. In cui vengono trattati temi che coinvolgono e ispirano e alle volte anticipano i tempi.

Con estrema sintesi: “I Cesaroni” espongono le vicende di una famiglia allargata: Giulio Cesaroni interpretato da Claudio Amendola incontra la sua ex fidanzata, Lucia (Elena Sofia Ricci) e s’innamorano. Lui vedovo e con tre figli maschi e lei divorziata con due figlie femmine, decidono di sposarsi e di convivere. Insieme alle vicende della famiglia formata da sette componenti si intrecciano nella trama le peripezie dello zio Cesare che gestisce la Bottiglieria assieme al fratello Giulio e gli amici Ezio e Stefania e il figlio Walter. Allargandosi alla fitta rete di amici, colleghi e conoscenti di tutti i protagonisti.

cinecittaTutta trippa per gli innumerevoli autori, che cambiano in ogni episodio, molto esperti del loro mestiere e grandi professionisti del settore, riescono a gestire in maniera superlativa le sei serie con più di venti episodi per stagione, adattando perfettamente al pubblico italiano il format nato in Spagna. Per gli appassionati di fiction Made in Italy, in ogni puntata lo spettatore può emozionarsi e aver voglia di divorare l’episodio seguente per merito di regia di Francesco Vicario.

Le puntate sono state registrate dal 2006 al 2014 e mi ha colpito favorevolmente, come gli autori hanno trattato i temi con qualche anno di anticipo, rispetto all’attualità e il grado d’interesse. Nella prima e nella seconda stagione vengono toccati: La tutela dell’ambiente, il temuto virus Ebola che non era ancora sfociato nella pandemia dell’anno 2013, il bullismo. La ludopatia e nello specifico di mantenere una debita distanza le macchine da video poker da tutti gli istituti scolastici e da luoghi sensibili. Nell’episodio “Istruzioni per l’uso” Alice entra in una squadra di calcetto e si scontra con la mentalità maschilista dell’allenatore, lo zio Cesare. cinecittàAnche questo tema anticipa i tempi che vedranno protagonista il calcio femminile. Sono tantissimi gli argomenti e sorprende la delicatezza con cui vengono toccati e trattati. Questioni che attualmente appartengono al mondo e che nel tempo hanno ispirato persone di un’intera generazione, che sono diventati anche una bandiera culturale e politica. Altra nota importante da segnalare per questa carrellata del vanto Made in Italy cinematografico è la produzione. La serie televisiva è stata prodotta dalla Publispei per RTI del Gruppo Mediaset. Publispei è stata fondata nel 1972 dal cantante Gianni Ravera poi gestita dagli eredi e dai soci. Un’azienda leader in Italia che produce fiction e programmi d’intrattenimento.

Come tutte le cose anche questa nel 2014 è giunta al termine, peccato. Però qualcosa ci è rimasto e ora in tempo di quarantena la sto riguardando su prime. Mi ero segnato tra gli appunti, come idea per una gita: il “Tour Piango e Rido”. Credo che in questa fiction siano riusciti a inserire un pezzetto piccolo di tutti gli italiani, il mio è racchiuso nella frase di Max Tortora che recita in una puntata della prima serie dice: “Io ho solo due sentimenti: Piango e Rido”.

#NicolaRizzoli

I Cesaroni “Piango e Rido”ultima modifica: 2020-04-08T18:58:38+02:00da nickrizzoli
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento