Collezionando Stati Uniti

fra2In un’altra vita, ammesso che ci sia la possibilità di nascere e morire più volte, penso di aver vissuto in America. Ho studiato per anni la lingua inglese senza buoni risultati, anzi con le difficoltà di un dislessico e senza la capacità di memorizzare i suoni per una corretta pronuncia delle parole, poi in vacanza a NY mi sembrava di essere posseduto da un’anima che parlava perfettamente la lingua e ne capiva anche il senso, dopo poco riuscivo perfino a ragionare nella loro lingua. A parte l’esoterismo e l’orientamento spirituale che ho trasferito in questa introduzione, la cosa mi ha stupito in quanto il cervello nasconde a ognuno di noi delle potenzialità che si scoprono solo in determinati momenti, per cui vale la pena spingersi, esplorare e scoprire qualche nuova dote. Alla base c’è la mia grande passione per la cultura anglosassone. Quella trasferita in centomila film e telefilm che ho divorato fino da bambino. Primo fra tutti “I Jefferson” poi “George e Mildred” “Mork e Mindy” ne potrei elencare tantissimi, compreso il mattone_dramma_adolescenziali come “Dawson’s Creek” che nel riguardarlo vent’anni dopo, scorro veloce le scene in quanto i dialoghi sono eterni, ma le immagini rappresentano brandelli e frammenti di quell’America che tanto mi piace. Mi appassiona la storia da Cristoforo Colombo fino a oggi. Anche se il navigatore genovese è diventato l’icona su cui si scaglia il malcontento del popolo emarginato, anche se non ne capisco il senso.

L’America democratica di Obama, quella di Kennedy, di Marilyn Monroe, quella della tragedia delle Torri Gemelle. L’America dei cow boy e degli indiani, quella dei padri pellegrini della Mayflower, quella degli scandali e dei successi personali e professionali. L’America dalle mille sfaccettature è la mia passione. Ecco perché vorrei narrarvi della mia umile raccolta di cimeli a stelle e strisce, che spazia dalle cartoline, ai francobolli e le monete. Senza tralasciare i Big Jim e tutto ciò che mi porta a sognare.
MonetaCollezionare e toccare il piccolo centesimo americano del 1881 con impresso il capo indiano e pensare a quante storie è legata questa moneta e quale viaggio potrebbe avere intrapreso prima di arrivare fino a me. Mi capita anche con le monete più antiche, ma quelle riguardanti gli Stati Uniti mi emozionano in maniera diversa e profonda. Magari è stata in un sacchetto di un postiglione e ha girato fino al lontano West, forse non si è spostata da New York oppure ha viaggiato nelle tasche di un facoltoso signore su una diligenza. Sarebbe meraviglioso poterle strofinare per farci raccontare la loro storia, anche se la mia immaginazione è talmente fervida che a volte credo di aver scoperto il modo d’ascoltarla. Anche le cartoline viaggiate, alcuni assegni che portano una firma oppure un nome accendono diversi voli pindarici. Il francobollo invece lo reputo un mezzo adatto per il percorso istituzionale. Il francobollo è celebrativo per eccellenza peccato che è adesivo, anzi è forse stato il primo a esserlo.

923Le poste con le emissioni annuali ricordano e decantano gli avvenimenti, con emissioni congiunte come ad esempio quella dedicata a Colombo nel 1992 per celebrare i 500 anni della scoperta della America che coinvolse Stati Uniti e Italia e successivamente anche Spagna e Portogallo. Alle tre zecca di Denver Philadelphia e San Francisco ci sono degli ottimi miniaturisti, infatti mi sono divertito a collezionare tutti i quarti di dollaro che raffigurano gli stati e i parchi nazionali e i dollari dei presidenti. Queste raccolte per fortuna vedono un inizio e una fine in quanto non ci sono altri personaggi da commemorare e il numero di Stati e Parchi è limitato. Nei mercatini italiani non circola materiale d’oltreoceano, peccato, ma può essere un motivo che aumenta maggiormente la passione, poche cose ma sudate.

 

#NICOLARIZZOLI

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Collezionando Stati Unitiultima modifica: 2020-07-15T12:32:52+02:00da nickrizzoli
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