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Turismo tra le note

Turista Musicale

Turista Musicale

Non occorre aver come unico obiettivo la musica per decidere una meta turistica ma si può creare un incentivo a spostarsi, verso mete lontane, per conoscere e deliziare il proprio intelletto di note e culture diverse dalla nostra, questo è abbastanza per tracciare rotte alternative alle solite vacanze. Tante persone quando sono in viaggio cercano di vivere come gli abitanti anche solo per qualche istante. L’atteggiamento più comune è sedersi a tavola e ricercare la specialità tipica sul menù. Alcuni comprano il ricordino, la tshirt con stampato il logo che raffigura il posto. Altri amano collezionare magliette ad esempio “Hard Rock Cafe” brand diffuso in quasi sessanta paesi del mondo. Mangiare e vestirsi sono modi per cercare il senso di appartenenza.

Mescolarsi in un mercato rionale o in una sagra di provincia durante le vacanze è una passione diffusa. Mangiare bene, bere ottimo vino, trovare articoli esclusivi e ballare, questi sono gli elementi che determinano un atteggiamento comune di un turista. Possiamo andare al mare, in montagna, nelle metropoli internazionali, in tutti i paesi ma questi sono gli elementi per la gran parte delle persone.

Muoversi solo per la musica può essere uno stimolo sufficiente? Non saprei ma questo dovrebbe essere magari accompagnato da altre componenti. Per esempio il festival del fumetto Lucca Comic che negli ultimi anni attrae molte persone è anche una buona occasione per farsi un giro in Toscana, che offre tantissimi spunti per itinerari culturali come Viareggio, Collodi, Vinci, Montecatini Terme. Inoltre è inutile raccontare quali prelibatezze tipiche possa offrire la ristorazione di quella regione.
Una fiera, un evento culturale sono occasioni che permettono di visitare luoghi che altrimenti sarebbe meno prioritario vederli rispetto ad altri se non vi fosse la passione per una determinata attività artistica o sportiva.

In Emilia Romagna la musica ha origini ben radicate con musicisti come Giuseppe Verdi da Busseto, oppure Gioachino Rossini, nato a Pesaro ma bolognese d’adozione. A fine settecento fu ascoltato anche Mozart nella città felsinea. A Bologna è viva una scuola di liuteria di strumenti cordofoni classici, quali viola, violino e violoncello. Una conoscenza, una cultura importantissima, che nasce nel periodo rinascimentale. Quando all’inizio del cinquecento, due maestri liutai Hans Frei e Luca Maller iniziarono a costruire strumenti musicali e per due secoli divennero famosi i liuti lavorati all’ombra delle cento torri. Tradizione tramandata fino ai giorni nostri agli allievi dal Maestro Otello Bignami, il cui laboratorio è visitabile in Strada Maggiore.

Un percorso culturale che vive da sempre e nell’anno 2006 Bologna è stata dichiarata dall’UNESCO “Città Creativa della Musica”. Il capoluogo emiliano è la prima tappa per chi ama fare turismo musicale, magari la buona tavola, l’ottimo vino e cerca un pò d’intimità. Ora non rimane che cercare tramite il portale “Bologna Welcome” la giusta dimensione, scegliere quale itinerario culturale è più consono alle proprie passioni, poi partire.

Per i puristi sarebbe ottimo scegliere fra queste macro aree:
Indy – Rock indipendente nei locali, nei centri sociali e nelle location da concerto live tra il reggea, lo ska e il rock suonato e magari un pò cattivello. Dove suonano le band più ricercate.
Club – Hai presente quelle siscoteche tipiche della Romagna? Quelle balere con il genere Pop che partono dalle più popolari fino alle più esclusive per i fighetti, ecco quelle.
Elite – Poi rimane il Jazz e la Classica. In ambiente raccolto, descritto con quella leggerezza a rappresentare quasi una bomboniera artistica.

Il turista musicale per una di queste tre ragione, parte anche solo per una serata, un weekend. Giunge nella discoteca in riviera, oppure nel festival jazz oppure per il concerto dei Divine Comedy o degli SkaP.
Come descrive Carlo Lucarelli: la gente sotto le due torri lavora a Modena, dorme a Bologna e si diverte in riviera. Presto, inizierò a raccontare qualche viaggio musicale.

#NICOLARIZZOLI

Sformato di Patate e Mortadella

Lo Sformato di Patate, Mortadella e Stracchino è una ricetta semplice e veloce.

Occorre lessare le patate in una pentola a pressione, attendere che si raffreddino.

In una teglia imburrare il fondo e disporre le patate tagliate a dischetti con un un pizzico di sale, alcune fette di mortadella con stracchino e qualche noce di burro. Fare due/tre strati.

L’ultimo strato dovrebbe essere di stracchino.

Cuocere in forno fino a doratura.

DOSE per 3 persone

5 patate medie

1 etto di mortadella

300 gr di stracchino

CLICCA NEL LINK SOTTO LA FOTO PER GUARDARE IL VIDEO

VINO CONSIGLIATO: ALBANA DEI COLLI BOLOGNESI

VINILE CONSIGLIATO: “UNA GIORNATA UGGIOSA” LUCIO BATTISTI 1980

#NICOLARIZZOLI

“TI MANDO UNA CARTOLINA DA BOLOGNA”

 

San Valentino 2020

Programma per Venerdì sera: Cenetta intima, magari passo in rosticceria per un pollo allo spiedo. Il vino non potrà essere mediocre, tipo un Recioto di Valpolicella, un Brunello, anzi un Nebbiolo. Potrei portare la mia chiavetta di brani scelti, genere Smooth Jazz and Bossa Nova Cafe Music oppure ci guardiamo Panariello, Conti e Pieraccioni su RAI1. Non sarà banale passare insieme San Valentino, anzi sarà la scusa per scriverti su un biglietto…

Folling in love

#innamorati #cenaperdue #Bologna #sanvalentino

#innamorarsi #innamorati #cenaperdue #amore #Bologna #sanvalentino #arte #fidanzati #cultura #polloallospiedo #pollo #Nettunofoodporn #Bolognafoodporn #cenarosticceria #Bolognafoodblog #polloarrosto #nuovigusti #tiamo #frasiamore #buono #gusto #mangiareincasa #chickenfood #frasi #valentinesday #inlove #love

 

Auguri di Buon San Valentino

 

Anni80

“Quindi ci fermiamo al Mac!” disse lui. Lei rispose che I suoi genitori non volevano che si avvelenasse con gli Hamburger e quindi le era vietato frequentare le paninoteche. I genitori di Osiride erano vegani. Carmelo invece era stato svezzato a chianina ed ogni razza bovina presente sul mercato italiano ma erano innamorati e pensarono di andare in qualche ristorante vegetariano o vegano, tipo #Zenzero che si mangia molto bene. Poi però facendo I conti in tasca, con cinque euro a testa l’unico posto che poteva essere a prezzo era la paninoteca. Composero il loro menù meticolosamente pagando alla cassa 10 euro e zero cinque e si sedettero nell’angolo più remoto e lei con il codice dello scontrino andò in bagno almeno due volte in quanto uscirono circa alle 17,00. Poi li trovi in sala Borsa e si muovono come se fosse un luogo di incontri e non di cultura, ma purtroppo la distinzione non c’è. L’intellettuale non ha età e può essere quattro volte maggiorenne e leggersi ogni mattina I giornali, una persona che guarda l’ennesima mostra appesa senza conoscere la differenza fra il pittore #Carducci e il latinista Carracci e la coppia di sbarbi che si siedono al bar di Sala Borsa e mentre fanno meranda con una mano con l’altra si tengono per mano. Alla loro età bevevo già un buon bicchiere di Moscato e ascoltavo #musica #hiphop. I rapper americani e i #fastfood ci avevano colonizzato culturalmente: il tinello era diventato un teen-Nello, le osterie si trasformavano in #winebar e in disco si scimiottava la #breakdance.

VINO: #Moscato è un vino da dolci, da festa di compleanno, da #brindisi. Cercando in qualche piccola produzione contadina si corre il rischio di trovare delle #bottiglie uniche e prodotti qualitativamente altissimi. Il Moscato è per eccellenza, il classico vino da abbinare al dolce. E’ paragonabile al vestito da sposa, bianco e classico. La produzione risale alla Magna Grecia ma a quell’epoca probabilmente l’aroma #dolce si otteneva facendo appassire gli acini per cui il sapore si avvicinava più al vin santo. Oggi la produzione è diffusa in tutto il Mondo e ormai sono moltissime le varietà di Moscato.

45”: Il chitarrista è riconoscibile, ha un tiro esagerato e si chiama Nile Rodgers al suo fiano il basso gruvosissimo di Bernard Edwards. Coppia di musicisti inseparabile e insuperabile del gruppo #CHIC autori di migliaia di successi. Se Nile Rodgers mette le mani sulla chitarra il brano è un successo, una certezza. Purtroppo il basso è scomparso nel 1996. Ma parliamo di “Master Gee” O’Brien, un rapper americano e fondatore del gruppo hip hop The #Sugarhill Gang. Con i rapper Wonder Mike e Big Bank Hank nel 1979 incidono e pubblicano il brano “Rapper’s Delight” prodromo con tecnica rap, insieme a “King Tim III” della “Fatback Band”. Qua si fa la storia! La storia del Genere #HipHop, che ancora oggi resiste. Sulle basi ritmica di tantissimi generi o riff, si è raccontato ogni tema sociale con più o meno cattiveria, con più o meno intensità. Raccontando i propri sogni e portando alla luce i disagi sociali si è creato uno stile che ancora oggi piace e si ascolta, difficilmente si canta o si fischietta, ma che comunque tende a far muovere il busto in senso ritmico. A #NewYork nelle feste di quartiere e nelle feste di strada, i giovani afroamericani e latinoamericani suonando e ballando la breaking già a fine degli #anni’70 trasformano una passione in un genere di tendenza. In questo periodo insieme alla musica e al ballo si sviluppa anche la street art, i murales e il graffitismo. Questo genere trasforma il talento della strada in vero e proprio business, diventando la fortuna economica di molti editori e autori. Per molte persona diventa invece uno stile di vita.

#NicolaRizzoli

Stracoppia

Disco

Una Storia un vino e un vinile

Al Victoria Station, in Via Zanardi ci si va in stracoppia. Le “stracoppie” sono uscite di massa con almeno tre coppie e da quando avevo vent’anni. Quando si ordina rigorosamente tutte cibarie e bevande diverse ad esempio tre “coche cole” saranno sempre: una light, una zero e una classic, anche le capacità cambieranno e non saranno mai ne uguali ne costanti. Il dramma per il personale si concluderà non all’ordinazione ma al momento del pagamento in quanto ognuno vorrà pagamente esattamente ciò che ha consumato, ma si concluderà con la frase ormai in bocca da duemila anni: “Dai famo alla romana.” Ma la serata si concluderà sempre con una lite che avrà come parte lesa una coppia. Solitamente è perchè qualcuno informa la fidanzata di qualcuno di un segreto che non si sarebbe mai dovuto dipanare. Quasi sempre la coppia resiste fino al momento in cui non saranno soli nella propria autovettura. Ciò si può verificare dall’espressioni e dai lampi di odio. E non è vero che è sempre lei ad incazzarsi con lui. Spesso è il contrario, è lui che viene a sapere che nel tal giorno invece che essere in palestra con l’amica era a far spese con suo cugino. Fra le stracoppie qualcuna scoppia.

 

VINO: Cabernet Franc di 

 con un gusto quasi terroso, oppure un Caberne Sauvignon, ma l’importante che sia Cabernet. Vino trapiantato in tutto il Mondo, fra I più conosciuti ma non stancherà mai. Un Cabernet è per sempre. Per la cucina è abbinabile a tanti piatti come le tagliatelle al ragù, I tortellini impasticciati, le lasagne, le carni rosse. Ottimo il Cabernet Sauvignon del Fruili con una gradazione di 12-13° Un vino per ogni occasione, un vino da famiglia e da compagnia, un vino da pasteggiare con un vino con dei buoni requisiti, crcando di fare attenzione al produttore.

VINILE: LA VITA E’ ADESSO Pubblicato nel 1985 da Claudio Baglioni di cui è autore dei testi e delle musiche, gli arrangiamenti sono di Celso Valli.

Tracce

Lato A
1 Un nuovo giorno o un giorno nuovo
2 L’amico e domanipub
3 Uomini persi
4 La vita è adesso
5 Tutto il calcio minuto per minuto

Lato B
6 Andiamo a casa
7 Amori in corso
8 E adesso la pubblicità
9 Un treno per dove
10 Notte di note, note di notte

Un progetto realizzato in Inghilterra con musicisti inglesi nati negli anni ’50. Per la parte di batteria fu scritturato Stuart Elliott già batterista di Alan Parsons Project insieme a Pete Van Hooke e Brett Morgan. Al Basso è Mo Foster che in coda al primo brano, delizia l’ascoltatore con un bellissimo assolo slappato. Ma a Baglioni piace così l’arrangiamento per i suoi brani: Parole dolci scritte dentro le bottiglie e lanciate dalle ragazze sui tram, ma sempre con tiro e bello gruvoso! Ma come faceva a predire che le ragazze sui tram nel 1985 lanciavano messaggi che non esistevano ne smartphone e cellulari? Subito dopo parte la seconda traccia con un bel riff di chitarra dell’esperto Phil Palmer “L’amico e domani” volando dietro un pallone, aspettando l’auto.Ma appena dopo un ritornello che trasforma il brano in ascolto virale, già si ascoltano i primi archi della London Symphony Orchestra.  Poi saltellando da ritornello a ritornello la melodia si alza e Baglioni tocca note molto alte e difficilmente riproducibili.

“Noi domani andremo un pò più in fretta!” e qua vi è un’altra predizione.

La terza traccia con il piano e una voce sommessa accende le candele per l’ascolto e tutto diventa molto poetico con “Uomini persi” e con maestria appare la bacchetta del Maestro mentre il violino riempie gli spazi e trasforma l’atmosfera in magia.

Poi parte il brano che celebra l’opera: “La vita è adesso” ed inizia con un giro di basso in risposta al piano lasciando silenzi da ascoltare. La maestria dell’autore romano che conduce gli ascoltare in atmosfere amorose è giunta l’apoteosi.

Quante persone nate dal 1985 in poi saranno state concepite con le note di questa canzone? Magari in auto con i vecchi mangia cassette. “Sei tu che porterai il tuo amore per cento e mille strade!” e “Imparerai che per morire ti basterà un tramonto”. Poi tutto torna tenero e delicato, a suoni sintetizzati di Hans Zimmer, per raccontarci a brandelli la vita: “dando una schicchera alla sigaretta mentre la ragazzina sembra appesa ad un pallocino” e mentre si vola e quasi si possono immaginare queste storie come un film ci racconta: “Tutto il calcio minuto per minuto” Nella parte finale di questo brano c’è il giusto tributo ad uno dei più grandi arrangiatori e Maestri d’orchesta italiano e bolognese: Celso Valli che dirige la London Symphony Orchestra ed emerge il Made in Italy e succede proprio a metà dell’opera.

E mentre si sentono sfumare gli archi che rispondono al canto con un vocalizzo interminabile che Baglioni riproporrà sempre nei live. Poi il metronomo si velocizza con “Andiamo a casa” e incita ad andare lontano con un passo sempre più svelto e cercare qualcuno tra gli amori smarriti mentre tra le tracce suonano gli altri musici Jess Bailey, Trevor Bastow, Nick Glennie Smith, al pianoforte e tastiera Paul Keogh alla chitarra acustica, Frank Ricotti alle percussioni. “Amori in corso” è un altro brano molto importante non solo nella melodia ma anche per l’arrangiamento e la coda di oltre un minuto ci fa intuire di cosa si potrebbe fare con gli archi di un’orchestra. Note di archi che si ripresentano su “E adesso la pubblicità” e ogni cosa è già un ricordo liso. “Ma che giorno è tutti i giorni” come al solito porta sempre il ritornello all’ascolto virale per la maestria della costruzione, precedendo uno dei pochi assoli dell’opera ma non perchè “è quasi un secolo di noia … ma per un attimo di gioia”.  Poi c’è un brano di passaggio “Un Treno per Dove” che grazie all’arragiamento ha degli incisi che attirano l’attenzione e poche note ci fanno sentire un suono tipo Hammond. Come un’opera pensata anche per i live, termina con “Notte di note, note di notte” e dalle prime note si capisce che sarà un brano che pubblico canterà durante i concerti con vocalizzi da oltre un minuto che anticipano un ritornello emozionante con una coda di oltre due minuti. Si conclude così il brano che chiude il progetto più venduto in Italia in tutti i tempi almeno fino al 2017.

#NicolaRizzoli una storia un #vinoun  #vinile

Feb 28, 2018 - un Vino e un Vinile    No Comments

Il brano più bello

Da una finestra giunge gentilmente il suono di una tromba. Una voce bicipenetrate, con un brivido, cattura l’anima mentre recita: “Ricordi sbociavano le viole, mentre le rose appasivano, non resta che qualche svogliata carezza e un po’ di tenerezza.” Via Calari 33 suona un #disco di De Andrè e la magia di un attimo, un soffio di soli tre minuti in cui diventa tutto magico e irreale, come l’amore. L’amore che viene descritto in diecimila #canzoni ma che pochissimi autori sono riusciti a trasmetterecon la stessa intensità provata e vissuta. Via Calari #33 e suona un disco di De Andrè “La canzone dell’amore perduto”. https://yellowkeys.wordpress.com/ #vinile #storie #vino #DeAndrè #musica #NicolaRizzoli

 

Feb 8, 2018 - un Vino e un Vinile    No Comments

Una Storia, un Vino ed un Vinile

Vorrei raccontarvi di …. Mirco e Marco hanno entrambi una folta barba. Marco è vestito come un anglosassone e Mirco da poeta francese. Sono stati avvistati in via San Felice, via Don Minzoni e in Riva Reno dove spesso vanno a fare colazione in quel bar verso il centro dopo l’incrocio con via Marconi. E’ il loro Bar preferito e ci vanno spesso il sabato mattina. Finchè erano giovani, frequentavano alcuni locali tra cui la Salara mentre la mattina la passavano a riposare. Ora che hanno trovato un impiego consono al loro titolo di studio. Vivono una vita sobria e aliena da eccessi. Mirco è architetto e progetta impianti sportivi. Prima di arrivare a Bologna ha lavorato a Barcellona, Berlino, Parigi e Londra. Parla otto lingue. Marco invece è ingegnere ed ha sempre lavorato in via Timavo fin dal tirocinio didattico. Che meraviglia incontrarsi a Bologna, passeggiare per le vie e sotto i portici, per le piazza di questa città

meravigliosa e magica. Camminano sempre parallelli e alla stessa velocità come due rotaie. Nel passaggiare sono subordinati ed indispensabili l’uno per l’altro e tracciano due linee parallele che sembrano non incontrarsi mai. Quella sera nell’attico di via San Leonardo un loft stile newyorkese all’ultimo piano in una palazzina antica, suonavano le note di “Quale allegria” mentre i calici di Greco di Tufo erano appoggiati sul top di marmo di Carrara nella sala con angolo cottura e angolo bar a casa di Mirco.

VINO: Greco di Tufo e forse Pesce Spada, un abbinamento sublime per una cena romantica e stuzzicante ai sensi. Il Greco con un sapore secco, armonico, con un aroma gradevole e intenso, fruttato. Si abbina molto bene al pesce, ai crostacei. Ottimo da antipasti e molto fresco, va servito a 10-12°. Irrinunciabile.

VINILE: COME E’ PROFONDO IL MARE
Pubblicato da Lucio Dalla nel 1977 di cui è autore della musica, per la prima volta anche dei testi. Fu registrato negli studi in parte negli studi della casa americana di RCA di Roma. La Casa discografica che dal 1951 era proprietaria del Vaticano per una quota pari al 10% . e che negli anni sessanta e settanta nella sede di via Tiburtina furono pubblicati Lucio Dalla, Rino Gaetano, Francesco De Gregori, Renato Zero, Claudio Baglioni, Antonello Venditti e tantissimi illustri autori e cantanti del panorama italiano.

1977 Lucio Dalla Un progetto diventato pietra miliare nel panorama discografico italiano e internazionale

1977 Lucio Dalla Un progetto diventato pietra miliare nel panorama discografico italiano e internazionale

Lato A
1. Come è profondo il mare – 5:24
2. Treno a vela – 3:27
3. Il cucciolo Alfredo – 5:22
4. Corso Buenos Aires – 4:38
Lato B
1. Disperato erotico stomp – 5:52
2. Quale allegria – 4:30
3. …E non andar più via – 3:25
4. Barcarola – 3:50
I musicisti che accompagnarono Lucio Dalla in questo progetto furono:
Rosalino Cellamare alle chitarra e tastiere, il bolognese Jimmy Villotti, Luciano Ciccaglioni e Claudio Bazzari alla chitarra, Fabio Liberatori e Alessandro Centofanti alle tastiera e synth, Marco Nanni e Paolo Donnarumma al basso, Giovanni Pezzoli e Flaviano Cuffarialla batteria Gianni Oddi e Gaetano Zoccanali ai fiati e il terzetto corista dei Baba Yaga che in quell’anno iniziarono a lavorare con Boncompagni a Discoring. Prodotto da Renzo Cremonesi e Alessandro Colombini

CONTESTO:
Nel 1977 il contesto sociale e politico era complicato con le contestazioni studentesche negli anni di piombo e il colpo di pistola che uccise il giovane militante di Lotta Continua in via Mascarella a Bologna. Furono giorni bui, impetuosi e violenti che cambiarono la storia e il volto dell’Italia. In quel periodo esce il primo episodio di Guerre Stellari, Enzo Tortora presenta la prima puntata della trasmissione “Portobello”

In quegli anni videro la luce brani come: “Cocaine” di Eric Clapton e Heroes” di David Bowie. Gli anni della discodance e di protesta del punk. Nascono brani e generi interessanti come la new wave e le creazioni particolari del classic rock.

Ma veniamo al nostro vinile: Pietra miliare della discografia italiana. L’album fu concepito in un periodo difficile e complicato degli anni di piombo e come descrisse Lucio Dalla una canzone non invecchia al massimo, si imbianca un pò la barba. Proprio il primo brano “Come è profondo il mare” rimane un sempre verde e ritorna canzone di protesta nel 2015 a supporto di un video contro le trivellazioni petrolifiche nell’Adriatico. Nelle prime battute accompagnato da una chitarra,viene fischiettato uno dei mille motivetti che fa diventare il brano quasi virale.
Il testo è poetico e visionario, nella prima strofa viene citato il linotipista, come se fosse la chiave di lettura del testo. Si potrebbe intendere come burattinaio e manipolatore di parole. Come nell’antico mestiere, il compositore tipografico allineava, ordinava e modificava i set di caratteri; immaginando per assurdo di sostituire la lettera “erre” con la lettera “elle” nel titolo l’ascoltatore si ritroverebbe una visione diversa del testo trasformando in “Come è profondo il male”. Nei ritornelli del brano il cantato mangia spesso l’ultima sillaba, pronunciando con una particolare caratteristica fonetica la erre creando una certa ambiguità di significato e di interpretazione del testo.
Chiedersi quanto costa una mela? Rispondendo che costa un sacco di botte come nel “Treno che vola” alternando sonorità, micelate a suoni sintetizzati, che saranno riutilizzati mezzo secolo dopo da giovani compositori, come fosse una sonorità appena scoperta.
Per la prima volta, dopo sei progetti musicali, Lucio Dalla si cimenta nella composizione interamente anche dei testi oltre che della musica, e ci riesce benissimo. Giocando con le parole, rendendo facile e intenso l’ascolto. Parlando di scudi crociati e pistole alla mano e la città che si prepara insieme al cucciolo Alfredo, mentre per strada i giovani militanti diventano sempre più violenti. Ma l’autore ha la capacità di stemperare lo stress di vita ed emozionare, facendo leva sui valori umani. Continuando ad inventarsi, scrivere e suonare frasi musicali che per anni verranno prese e riproposte in mille salse ma lasciando la propria firma come indelebile. Urlando e avendo l’atteggiamento di chi “non ha visto niente” e dicendo: “Passavo di qua!” come in “Corso Buenos Aires” utilizzando lo slang felsineo come “Pulismano”. Continuando a creare immagini e suggerendo di bere un grappino mentre risalta il coro di Baba Yaga. Ma il vero viaggio è “Disperato erotico Stomp” che come una guida conduce l’ascoltatore nel centro di Bologna, facendo strani incontri. Incontrando una donna profonda, ottimista e di sinistra. Poi un tedesco che aveva perso l’orientamento. Ma risolve il testo portando la rima tra divano e mano. Mentro lo “scat” jazzistico in coda al brano esprime chiaramente il concetto di autoerotismo. Poi l’atmosfera si fa seria intensa con la canzone “Quale allegria” dove l’autore mette a nudo la propria anima e scrive una poesia degna di autori del calibro di Roversi e Pasolini. Quei brani che se ascoltati con le cuffie, passeggiando per il centro di Bologna si possono provare i brividi mentre si combatte con i propri sogni. Torna lo slang bolognese con “pazzi sprassolati e un poco scemi” dove sprassolati si intendono menti lacere o fatte a pezzi. Questi brandelli tornano in “…E non andar più via” che come dice la canzone “O muori tu, o muoio io” e che la linea melodica emoziona fino ai brividi per merito dell’orchestra d’archi, arrangiata e diretta dal Maestro Ruggero Cini. Poi il viaggio è quasi terminato ma prima “la donna di fuoco” della Barcarola passeggia sul porto. Cantando la puzza di piedi, parla di sogni, di donne e di mare mentre il cane abbaia l’opera si dissolve tra I sogni e le visioni di un poeta che ancora oggi passeggia per via D’Azeglio come un’ombra.

#NicolaRizzoli