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Apr 20, 2020 - facebook    No Comments

FACEBOOK LA GRANDE PARROCCHIA

fbTutti conoscono Facebook, il social network nato nel 2004, il primo classificato nel pianeta per numero di utenti attivi, lo scopo principale per gli iscritti è socializzare.

La gestione dei rapporti sociali è complicatissima se consideriamo che la diffusione di FB è globale e si afferma un successo con miliardi di persone di culture diverse, che ogni giorno interagiscono postando messaggi. Una ricerca tramite google permette rapidamente di capirne i meccanismi di elaborazione e del conseguente funzionamento. La logica di programmazione è basata su un sistema di calcolo per determinare la visualizzazione dei post. Questo schema detto anche algoritmo, è denominato EdgeRank. È un criterio studiato per attribuire un punteggio al post pubblicato, ma non solo. Dopo tre lustri di programmazione i tecnici di Mark Zuckerberg hanno creato un modello complesso di moderazione che conosce perfettamente i propri clienti/utenti. Un ingegnere informatico non potrebbe elencare tutte quante le variabili, almeno che fosse il programmatore del sistema, forse anche i dipendenti sono a conoscenza parziale del prodotto. Un prodotto che ha un valore commerciale altissimo e che si mostra come il grande moderatore dei rapporti sociali. L’utente è schedato quando si iscrive e viene offerta una “finestra” per misurare il coinvolgimento della sua pubblicazione. A ogni postalizzazione vengono rilevati molteplici contenuti: la credibilità, la condivisione (3), il contenuto, la grandezza dei file (1), quanto è stimolante alla conversazione, se porta all’esterno oppure se il post è un catalizzatore che concentra altri utenti a restare sulla piattaforma (2) . Questi fattori sono il racking con cui si misura ogni iscritto.

“EgdeRank” è basato su tre variabili prioritarie:

  • Affinità – il grado di concentrazione delle iterazioni su un post
  • Peso – Cosa contiene il post come file ad esempio solo testo, foto, video (4)
  • Tempo di decadimento – il tempo che intercorre tra pubblicazione ed eventuali iterazioni

Oggi la profilazione è molto complessa e secondo le dichiarazione di Mark Zuckerberg del 2019 riguardo le innovazioni, la tendenza è quella di rendere FB una piattaforma più specifica alle conversazioni e ai rapporti sociali. Si è dato molto risalto alla comunicazione e alla comunità che compone un gruppo, prediligendo la “cattura dell’attenzione”. In pratica FB tende a non fare espandere nessun post diverso dalla “normalità” imposta.

Il post ben fatto, sotto tutti i crismi “marketing”, non sarà più sufficiente a classificare l’utente con un alto punteggio di ranking. I post dovranno contenere testi che possano attrarre altri utenti alla conversazione, assolutamente veritieri, insomma ogni utente dovrà rispettare esattamente i dettami, pena l’invisibilità dei post pubblicati.

Mark Zuckerberg è diventato il grande moralizzatore. Ha prodotto un sistema talmente potente che possiamo classificarlo come intelligenza artificiale. Nella rete ci sono tanti microcosmi sociali, delle circoscrizioni territoriali, costituite da gruppi di persone che si collegano e che trovano un altissimo riscontro su quello che pubblicano perché rientrano in quella e-moral Zuckerberghiana che è già oggetto di studio sociologico.

Gli effetti collaterali potrebbero essere che molte pubblicazioni verranno escluse perché i temi saranno diversi dal complesso di condizioni e diktat. Ad esempio gli artisti che vorranno lanciare un prodotto alternativo, dovranno trovare un modo diverso per ottenere una portata organica sulle visualizzazioni; altrimenti saranno costretti a pagare cara, la promozione dello strumento che ormai ha monopolizzato il sistema di comunicazione tramite internet.

Gli utenti che vi partecipano sono catechizzati con un dogma preciso, per cui il grosso rischio è che quando riceverete tanti commenti o “mi piace” sarete persone normalissime, che rientrano perfettamente in uno schema preciso, altrimenti pubblicherete post senza nessun riscontro.

Con il trascorrere del tempo la rete di Facebook si è trasformata in un complesso di Parrocchie.

Infatti la definizione della parola Parrocchia è: la più piccola circoscrizione territoriale ecclesiastica, costituita da un gruppo di fedeli affidati alle cure spirituali di un sacerdote ovvero di un parroco. (cit. Dizionario Google).

  1. – FB conosce con quale strumento si collegano gli utenti quindi attribuisce maggior visibilità a un file più leggero perché è visto su smartphone.
  2. – un post contenente un link che collega una fonte esterna, ha sei volte in meno la visualizzazione di un testo e una foto, ovvero che diventa attrattiva per il portale di FB
  3. – Nota Bene i post contenenti “Grazie del consiglio per aggirare FB… funziona!!” e tutte le altre suppliche a mostrare tutti gli amici sono inutili, FB tende a mostrare gli amici con cui interagisci maggiormente e mediamente sono gli ultimi 50.
  4. I video nativi e i live hanno la priorità di visibilità rispetto al testo e foto

#NICOLARIZZOLI