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COLLEZIONANDO FRANCOBOLLI 1992

921Torniamo al 1992 e troviamo l’ultimo scroscio di secolo. Il ‘900 sta per finire e si intravede il nuovo millennio. La musica è all’insegna del rock indipendente. Le band funzionano meglio nei concerti live che in televisione. Sono gli anni d’oro del Roxybar di Red Ronnie che trasmette dalla provincia di Bologna. A Sanremo si presenta una spettacolare Mia Martini con il brano “Gli uomini non cambiano”. Troviamo Paolo Vallesi, Tazenda, Pierangelo Bertoli, Massimo Ranieri, Mattia Bazar, Michele Zarrillo e un duo d’eccezione Giorgio Faletti e Orietta Berti. Tra le novità si impongono Aleandro Baldi e Francesca Alotta con “Non amarmi” Si presentano anche Andrea Mingardi in duo con Alessandro Bono. Tra i giovani emergono una grandissima Tosca, Alessandro Canino con la canzone “Brutta”, Statuto, Bracco di Graci, Gatto Pancieri e Aeroplanitaliani. In Hit Parade volano i R.E.M., Whitney Houston con “I will always love you” colonna sonora del film “La guardia del corpo”. Emergono gli 883 con “Hanno ucciso l’uomo ragno” e “Non m’annoio” di Jovanotti Gli U2 pubblicano quello che sarà un grandissimo successo: ONE estratto dal loro settimo album in studio “Achtung Baby”. Tra i musicisti che hanno collaborato spicca alle tastiere il nome di Brian Eno. Ancora tra i più grandi autori dell’anno troviamo: George Michael, Sting. Eric Clapton che pubblica Tears in Heaven il brano dedicato al figlio. Elton John, Prince, Michael Jackson, Tracy Chapman, Nirvana e Metallica, Guns n’roses, Queen, Red Hot Chili Pepper, Peter Gabriel, INXS. Poi ancora Lisa Stansfield, Soul to Soul, Incognito per gli amanti della disco e del soul

Mi viene in mente “You bring on the sun” di Londonbeat

È l’anno degli Europei di Calcio in Svezia e trionfa la Danimarca a sorpresa battendo la Germania in finale. Quella formazione tedesca che non è più divisa da due anni. Tra i video giochi troviamo il Super Nintendo e Sega Mega Drive. La Russia diventa indipendente dall’URSS. Aumentano le tensioni nei Balcani, inizia la guerra in Bosnia ed Erzegovina. In Italia i volti della politica sono Forlani, Occhetto, Pannella, Fini, La Malfa, Bossi e Craxi che sarà coinvolto nello scandalo di tangentopoli. Il Presidente della Repubblica è Cossiga che lascerà a le redini a Scalfaro nel maggio 1992. Le stragi di Capaci e di Via D’Amelio creano l’ennesima ombra oscura e di tristezza sul Bel Paese. Viene eletto negli Stati Uniti Bill Clinton.

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E’ il cinquecentenario della Scoperta dell’America, Italia e USA emettono una serie congiunta a tema “Celebrazioni Colombiane” con valore facciale di 29 Cent. Ne seguirà un’altra a tema di Manifestazioni Colombiane che vedrà coinvolte anche Spagna e Portogallo per un’emissione con stessi soggetti.

 

 

 

PER I COLLEZIONISTI ECCO IL 1992 PERCORSO FILATELICO

30/01 Campionati europei indoor di atletica leggera L.600
06/02 Patrimonio artistico italiano. 7a em. Fontana del Nettuno di Firenze L.750
04/03 Scuole d’Italia, 7a em. Università di Ferrara L.750
07/03 Castelli d’Italia L. 850
09/03 Scuole d’Italia, 8a em. Università di Napoli L.750
26/03 Preparazione del centenario dell’invenzione della radio. Alessandro Volta L.750
27/03 Esposizione Mondiale di Filatelia Tematica “Genova ’92” L.750
08/04 V centenario morte Lorenzo Dè Medici “il Magnifico” L.750

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24/04 Manifestazioni colombiane.
La richiesta aiuto a Isabella L.500
Il passaggio dell’Atlantico L.500
L’avvistamento della terra L.500
Lo sbarco nel Nuovo Mondo L.500

02/05 III cent. fondazione dell’Istituto “Maestre Pie Filippini” L.750

02/05 Europa unita. La scoperta dell’America.
Monumento a Colombo L.750
Mappamondo e logo “Colombo ’92” L.850

22/05 V cent. della scoperta dell’America.
Colombo presenta i nativi L.50
Colombo rientra a Barcellona L.100
Colombo avvista la terra L.200
Colombo descrive la scoperta L.300
Colombo chiede aiuto a Isabella L.400
Lo sbarco di Colombo L.500
Bandiera e nave di Colombo L.600
Colombo a La Rabida L.700
Colombo ottiene gli aiuti L.800
La flotta di Colombo L.900
Richiamo di Colombo L.1000
Isabella e Colombo L.1500
Isabella e Colombo L.2000
Colombo racconta il III viaggio L.3000
Colombo in catene L.4000
Effigie di C. Colombo L.5000

22/05 FOGLIETTI V cent. della scoperta dell’America.
“Ricerca degli aiuti reali” L.400+700+1000
“Avvistamento della terra” L. 200+900+1500
“Rivendicazione della scoperta” L.500+600+2000
“Riceve il favore dei sovrani” L. 100+800+3000
“Resoconto della scoperta” L. 50+300+4000
“Celebrazione del V centenario” L.5000

23/05 75a edizione del Giro Ciclistico d’Italia. Parte sinistra e destra L.750

25/05 Milan campione d’Italia L.750
20/05 Antichi stabilimenti balneari, I emissione. Viareggio L.750
05/06 Centenario nascita Tazio Nuvolari L.3200
13/06 Antichi stabilimenti balneari, II emissione. Rimini L.750

30/06 Propaganda turistica, XIX emissione.
Braies L.600 Arcevia L.600 Maratea L.600 Pantelleria L.600

05/09 Patrimonio artistico italiano. 8a emissione. Jacopo Da Ponte L.750

18/09 Celebrazioni Colombiane Genova ’92.
Sbarco di Colombo L.1200
Ritratto di Colombo e opere celebri L.3200
Casa di Colombo L.500
Partenza da Palos L.600
Carta geografica con percorso del I v.L.750
Colombo avvista la terra L.850

22/09 Giornata della filatelia. 7a emissione.L.750
Versione Autoadesiva 7a emissione L.750
24/09 38° Europa Forum Lions Club L.3000
05/10 Mercato Comune Europeo L.600
16/10 Conferenza Internazionale sulla Nutrizione L.500
31/10 Natale. I presepi di Caltagirone L.600

 

92m1-001E’ un anno perfetto per nascere e per vivere la sua ondata di musica rock indipendente, mentre la zecca sforna 500 Lire in argento per celebrare anche in materiale prezioso Cristoforo Colombo e la Scoperta dell’America. Circolano piccolissime monete da Lire 50 e Lire 100 vengono ancora coniate le Lire 5 e Le Lire 10 ma sono tagli adatti solo per poter comprare il latte e per la numismatica. Un caro saluto ai neo collezionisti e al prossimo articolo.

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COLLEZIONANDO FRANCOBOLLI 1963

COLLEZIONANDO FRANCOBOLLI 1971

COLLEZIONANDO MONETE

 

Collezione Monete

a1Un buon metodo per risparmiare una discreta somma di denaro, è fare un salvadanaio con le monete dell’euro. La monetazione in ogni Nazione è sempre stata soggetta a speculazione, anche i collezionisti sono vittime di questo. Le Zecche di Stato ogni anno emettono un numero di monete solo per far gola agli appassionati con tirature bassissime. Le più costose sono le più rare ad esempio quelle del Principato di Monaco, coniate dalla Zecca francese, come la Repubblica di San Marino e Città del Vaticano che sono autorizzati a coniare monete con valore legale anche se non sono nell’Unione Europea. Pochissime di queste monete circolano e la grande quantità viene messa sul mercato in versioni Proof o Fior di Conio, sigillate e mai toccate. I collezionisti sono ghiotti di queste particolarità ma per chi collezione Euro gli album con buchi da riempire sono tantissimi e sempre di più. I tagli sono 8 e conosciutissimi: 1 – 2 – 5 – 10 – 20 – 50 cent – 1 e 2 €uro Per ogni Paese si moltiplicano, per esempio in Germania ci sono cinque Zecche contraddistinte da lettere A (Berlino) D (Monaco di Baviera) F (Stoccarda) G (Karlsruhe) J (Amburgo). Ogni anno si aggiungono Stati membri e la monetazione che circola in tutta Europa supporta numeri sempre più elevati con centinaia di migliaia di pezzi per ogni singolo taglio. L’ideale sarebbe collezionare le circolanti di tutte le Nazioni e sarebbe il miglior modo per trasformare la propria passione in un piano di accumulo senza rimetterci nulla, purtroppo alcune volte, il collezionismo porta a esagerare e crea anche dipendenza un po’ come la ludopatia. Se si accantonano le otto divisionali italiane del 2002 la somma di 1 – 2 – 5 – 10 – 20 – 50 cent – 1 e 2 €uro saranno € 3,88 e quel valore facciale rimarrà fino alla fine della produzione.   E’ bene tenere conto che ogni anno abbiamo alcune sorprese per esempio in Italia nel 2003 abbiamo la tiratura del 5 centesimi a 1.956.000 pezzi per cui questa limitazione fa aumentare il prezzo ed è difficile trovarla circolata. Anche il 1 centesimo è piuttosto raro ma si riesce a reperire, per cui anche fra le circolate possiamo incorre in qualche spesa, per completare la serie. Diversamente se per acquistare la divisionale (per esempio) del Principato di Monaco mi occorre qualche centinaio di €uro il cui valore facciale è € 3,88 (sotto cui il valore non scenderà mai) si dovranno fare altre considerazioni: La prima è di tipo soggettivo, ovvero collezionare per pura passione. La seconda è oggettiva, non rimetterci e creare un potenziale borsino acquisti e vendite. Essere pronti a rivendere nel momento in cui il rendimento è potenzialmente al massimo, per lo meno se si ritiene che oltre quella cifra non si possa arrivare, un po’ come si opera con l’oro. Infatti monete come il Marengo e la Sterlina d’oro sono soggette a variazioni sul valore dell’oro e non solo in funzione del valore numismatico cioè nell’incrocio tra i valori domanda/offerta, oppure per il numero di pezzi in circolazione. L’acquisto qualitativo è in funzione di dati precisi, ovvero della storicità, ad esempio la Repubblica di San Marino ha sempre coniato monete anche in Lire ma sono state acquistate sostenendo un costo che nel tempo non ha mantenuto il valore. Ricordo che acquistai la divisionale proof del 2009 con tema Astronomia con gli otto tagli più i 5 €uro in argento a € 39,00 e tramite internet si trova già in vendita anche a trenta. Vero che la forbice si estende anche fino ai cinquanta, ma temo che la più plausibile sia al ribasso per concludere la vendita. Sicuramente sarò sempre in disaccordo con un proprietario di numismatica o filatelia che consigliano l’investimento anche solo per puro piacere, ma credo che tante persone siano stanche di dover acquistare qualsiasi bene e uscire dall’attività commerciale e subire immediatamente una svalutazione del 30% per poi trovarsi un sacco di roba a valore nullo.

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Esistono due modelli di collezionismo, di tipo quantitativo ovvero trovare il più possibile a costo tendente allo zero oppure di tipo qualitativo cioè pochi pezzi e rarissimi, ma molto onerosi. L’esempio più classico che mi viene in mente è la lira che viene coniata dal 1946 al 2001 Per completare tutta la monetazione possiamo stimare due-trecento euro tranne quelle dieci monete i quattro pezzi da 1 – 2 – 5 – 10 Lire del 1946 e del 47 le 5 Lire del 1956 e le 2 Lire del 1958. Album quasi completo con solo quei 10 pezzi mancanti del valore complessivo di qualche migliaia di €uro. Ora si può decidere di avere una, due, tre collezioni incomplete oppure cercare solo la spiga da 2 Lire del 1947 magari comprarne anche alcuni pezzi perché ritenuto buonissimo il prezzo di vendita. Ad esempio le trovo in offerta a 200 euro che sarebbe perfetto e ne acquisto qualche pezzo perché ritengo che sotto questo valore non scenderanno mai. Una seconda opzione potrebbe essere arricchire la collezione con le monete in argento con il valore facciale da 500 e 1000 Lire.

a3Insomma ce n’è per tutti i gusti. Le grandi edizioni propongono album e raccoglitori eleganti per gli euro circolati, per le confezioni proof, per i 2 €uro. I commemorativi circolati sono iniziati nell’anno 2004 con la Finlandia, Grecia, Italia e Lussemburgo. Aumentano costantemente i numeri dei pezzi coniati e ora siamo a quasi trenta pezzi per annata, si rischia sempre di sfinire il collezionista. Con il trascorrere del tempo ho capito che è meglio avere poche cose e di qualità. Un requisito che ritengo importante è la storia legata all’oggetto, fermo restando la fiducia del venditore, trovo molto appassionante toccare monete antiche, con una loro storia, magari del settecento, dell’ottocento e pensare a quali storie sono legate.

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COLLEZIONANDO FRANCOBOLLI 1963

COLLEZIONANDO FRANCOBOLLI 1971

COLLEZIONANDO FRANCOBOLLI 1971

Torniamo a ritroso nel tempo, nell‘anno 1971: In Vietnam c’è ancora la guerra iniziata a metà degli anni ’50, i Beatles sono in tribunale per la divisione del patrimonio. In Jugoslavia il presidente è Tito. Il Papa è Paolo VI. Nixon è il presidente degli Stati Uniti e a capo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è Brežnev. In Italia il Presidente è Saragat fino al 24 dicembre quando gli succede Giovanni Leone, esponente della Democrazia Cristiana. In Hit Parade troviamo: Pensieri e parole di Lucio Battisti e “Amor mio” cantata da Mina. “Tanta voglia di lei” dei Pooh. “Amore caro, amore bello” di Bruno Lauzi. A Sanremo Lucio Dalla con Equipe 84 presentano 4 marzo 1943 ma vincono Nada con Nicola di Bari. Si presentano anche Celentano, i Ricchi e Poveri con José Feliciano, Al Bano, Caterina Caselli e Dik Dik, Don Backy, Gigliola Cinquetti, Little Tony, Sergio Endrigo, i Nomadi e Peppino di Capri. Guccini scrive “Un vecchio e un bambino” I Pink Floyd registrano “Live at Pompeii” Elton John scrive “Your Song” John Lennon esce con il disco Mother ma la classifica al primo posto negli Stati Uniti è di George Harrison con My sweet Lord. I Bee Gees, Van Morrison entrano nei primi dieci. Big Jim, Barbie, Lego, macchine e trenini erano i giochi preferiti dai bambini e gli adulti collezionavano monete, medaglie e francobolli.
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L’attività filatelica in quegli anni è molto diffusa. Circolano tantissime cartoline affrancate, nel periodo estivo in riviera adriatica, il traffico di pensieri via posta è elevatissimo. Prende piede anche la Mail Art ovvero lo scambiarsi e inviare più volte le stesse cartoline, personalizzandole con dei disegni propri.
Nel 71 le Poste Italiane emettono il primo francobollo il 20 marzo, è a ricordo del IV Centenario della morte di Benvenuto Cellini, lo scultore Fiorentino vissuto nel ‘500. Il valore facciale è di 50 Lire. Nello stesso anno, l’otto aprile viene raffigurato il tempietto di Bramante commissionato dal Re di Spagna, edificato presso San Pietro di Montorio sul colle del Gianicolo a inizio ‘500. È considerato un’icona dell’architettura Rinascimentale.
Vengono emesse altre 11 serie:
XX Anniversario Comunità Europea( Carbone Acciaio) con due valori 50 e 90 Lire.
Europa Unita con due valori 50 e 90 Lire, il cui tema continua a essere caldo e alimentato.
XXV Anniversario della Repubblica con due valori 50 e 90 Lire.
Campionati Mondiali di Canoa con due valori 25 e 90 Lire.
“Giuochi della Gioventù” con due valori 20 e 50 Lire.71Ali
XXV Anniversario Alitalia tre valori 50 – 90 e 150 Lire, compagnia aerea di bandiera italiana fondata nel 1946.
Centenario della nascita di Grazia Deledda Lire 50 Scrittrice e Premio Nobel per la letteratura nel 1926. Nata a Nuoro nel 1871 e con questa emissioni si ricorda la nascita a un secolo di distanza.

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Vengono emessi:
il Risparmio Postale in due valori 25 e 50 Lire pubblicizzando il beneficio economico che si può ottenere a beneficio dei figli, accantonando soldi presso le strutture postali.
XXV Anniversario Unicef in due valori 25 e 90 Lire.
Si celebra la XIII Giornata del Francobollo Lire 25.
A fine anno circolano NATALE ’71 in due valori 25 e 90 Lire, ennesima opera d’arte su carta, ottimo per un’altra collezione tematica. 71NatNel 1971 è stato emesso anche una “Siracusana” del valore di Lire 180 e una Posta Aerea da Lire 100.
Sono tutti valutati sia nuovi che usati intorno ai 20 centesimi di euro. Sul catalogo è possibile verificare il prezzo e quali siano filigranati a stella e quelli senza nessuna filigrana.

Le collezioni stimolano la fantasia, ho scelto di partire da questo periodo perchè è il mio anno di nascita e mi piace ricercare piccole opere d’arte che possano essere d’aiuto a farsi traghettare nel passato. Anche le buste primo giorno, le Lire coniate e i valori esteri possono essere una perfetta idea di collezione.

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Giu 12, 2020 - cultura, politica    No Comments

Etica e Futuro

traIl tema attuale risponde alla domanda “Come sarà la nostra vita dopo il corona virus?” Alcuni sostengono che il sistema lavoro è già cambiato, lo smart working la possibilità di sviluppare la propria attività da casa potrebbe essere una risorsa e non un ripiego dovuto alla pandemia. Molte attività potrebbero essere sviluppate la maggior parte del tempo dal proprio appartamento invece che cinque giorni la settimana sul luogo di lavoro. L’idea di risparmiare soldi per lo spostamento e anche la possibilità di ridurre gli spazi in azienda alletta molte persone. Certo non full time, ma lavorare quattro giorni da casa e uno o due in azienda, per verificare i progressi e gli sviluppi di un progetto possono diventare un ottimo affare. Contabilità, telemarketing, software, assistenza generica, queste attività possono essere svolte comodamente da casa. In Italia non credo siano tantissime le aziende con una mentalità così avanzata ma ci si può credere e pensare. Questo potrà incidere sulla qualità dei prodotti? Potrà cambiare la mentalità e la psicologia del lavoratore? Ogni cambiamento culturale muta anche lo stile di vita almeno a medio e lungo termine. È difficile trovare il giusto equilibrio tra vita digitale e vita reale, ma il destino è proprio questo. Alla base di ogni cosa e cambiamento che accade in questa società ci deve essere la fiducia nelle istituzioni, che dovrebbero garantire un alto grado di tutela. Purtroppo da quel che si legge sui social, questo manca. Tranne per qualche caso raro, alla classe politica italiana manca un riscontro positivo da parte della popolazione. Sviluppare impresa in questo paese è sempre più difficile. Il rischio per chi è in possesso di partita iva è molto alto. Si è creata una continua ricerca nel mettersi al riparo dai problemi e non rischiare. La cautela è il comportamento più diffuso riguardo gli investimenti, ma è quasi diventato un istinto naturale, questo ha reso lenta una ripresa che stenta a partire. Qualche anno fa investire in campo immobiliare era una risorsa remunerativa. Non intendo l’acquisto di una prima casa, che è una necessità, ma comprare immobili con diverse destinazioni d’uso e metterli a reddito. Oggi gli affitto commerciali non sono proporzionati al rischio d’impresa e subiscono una pressione fiscale molto alta. La ricerca di spazi diversi e magari condivisi potrebbe diventare una risorsa di risparmio per molte aziende. Un’ulteriore forma di risparmio sarebbe la possibilità di ridurre gli spazi operativi. Il nostro popolo è restio ai cambiamenti che nel corso degli anni stanno diventando sempre più repentini inoltre l’essere umano tende alla pigrizia, ma sfruttare una possibilità potrebbe creare vantaggi economici consistenti. Questa nazione che ha la sanità come fiore all’occhiello e che in tantissimi settori è leader, dovrebbe essere un paese trainante e accogliente in molti ambiti, in particolar modo, essere molto attraente dal punto di vista economico sembra muoversi non lentamente ma in retromarcia.
 

Turismo tra le note

Turista Musicale

Turista Musicale

Non occorre aver come unico obiettivo la musica per decidere una meta turistica ma si può creare un incentivo a spostarsi, verso mete lontane, per conoscere e deliziare il proprio intelletto di note e culture diverse dalla nostra, questo è abbastanza per tracciare rotte alternative alle solite vacanze. Tante persone quando sono in viaggio cercano di vivere come gli abitanti anche solo per qualche istante. L’atteggiamento più comune è sedersi a tavola e ricercare la specialità tipica sul menù. Alcuni comprano il ricordino, la tshirt con stampato il logo che raffigura il posto. Altri amano collezionare magliette ad esempio “Hard Rock Cafe” brand diffuso in quasi sessanta paesi del mondo. Mangiare e vestirsi sono modi per cercare il senso di appartenenza.

Mescolarsi in un mercato rionale o in una sagra di provincia durante le vacanze è una passione diffusa. Mangiare bene, bere ottimo vino, trovare articoli esclusivi e ballare, questi sono gli elementi che determinano un atteggiamento comune di un turista. Possiamo andare al mare, in montagna, nelle metropoli internazionali, in tutti i paesi ma questi sono gli elementi per la gran parte delle persone.

Muoversi solo per la musica può essere uno stimolo sufficiente? Non saprei ma questo dovrebbe essere magari accompagnato da altre componenti. Per esempio il festival del fumetto Lucca Comic che negli ultimi anni attrae molte persone è anche una buona occasione per farsi un giro in Toscana, che offre tantissimi spunti per itinerari culturali come Viareggio, Collodi, Vinci, Montecatini Terme. Inoltre è inutile raccontare quali prelibatezze tipiche possa offrire la ristorazione di quella regione.
Una fiera, un evento culturale sono occasioni che permettono di visitare luoghi che altrimenti sarebbe meno prioritario vederli rispetto ad altri se non vi fosse la passione per una determinata attività artistica o sportiva.

In Emilia Romagna la musica ha origini ben radicate con musicisti come Giuseppe Verdi da Busseto, oppure Gioachino Rossini, nato a Pesaro ma bolognese d’adozione. A fine settecento fu ascoltato anche Mozart nella città felsinea. A Bologna è viva una scuola di liuteria di strumenti cordofoni classici, quali viola, violino e violoncello. Una conoscenza, una cultura importantissima, che nasce nel periodo rinascimentale. Quando all’inizio del cinquecento, due maestri liutai Hans Frei e Luca Maller iniziarono a costruire strumenti musicali e per due secoli divennero famosi i liuti lavorati all’ombra delle cento torri. Tradizione tramandata fino ai giorni nostri agli allievi dal Maestro Otello Bignami, il cui laboratorio è visitabile in Strada Maggiore.

Un percorso culturale che vive da sempre e nell’anno 2006 Bologna è stata dichiarata dall’UNESCO “Città Creativa della Musica”. Il capoluogo emiliano è la prima tappa per chi ama fare turismo musicale, magari la buona tavola, l’ottimo vino e cerca un pò d’intimità. Ora non rimane che cercare tramite il portale “Bologna Welcome” la giusta dimensione, scegliere quale itinerario culturale è più consono alle proprie passioni, poi partire.

Per i puristi sarebbe ottimo scegliere fra queste macro aree:
Indy – Rock indipendente nei locali, nei centri sociali e nelle location da concerto live tra il reggea, lo ska e il rock suonato e magari un pò cattivello. Dove suonano le band più ricercate.
Club – Hai presente quelle siscoteche tipiche della Romagna? Quelle balere con il genere Pop che partono dalle più popolari fino alle più esclusive per i fighetti, ecco quelle.
Elite – Poi rimane il Jazz e la Classica. In ambiente raccolto, descritto con quella leggerezza a rappresentare quasi una bomboniera artistica.

Il turista musicale per una di queste tre ragione, parte anche solo per una serata, un weekend. Giunge nella discoteca in riviera, oppure nel festival jazz oppure per il concerto dei Divine Comedy o degli SkaP.
Come descrive Carlo Lucarelli: la gente sotto le due torri lavora a Modena, dorme a Bologna e si diverte in riviera. Presto, inizierò a raccontare qualche viaggio musicale.

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A piedi per Bologna Santo Stefano

Eccoci alla Fase 2. Ora con #prudenzaecautela e #sempreallerta vorrei proporre un terzo itinerario a spasso per Bologna.

Sono belle giornate possiamo girare e respirare all’aria aperta. Camminare e praticare attività motoria è il tocca sana per l’uomo per motivi di salute e per questioni di ordine mentale. Le passeggiate fanno bene al cuore e alla mente.

Per chi non ha molto tempo, potrebbe parcheggiare sempre più lontano dal luogo di lavoro, così è possibile praticare almeno due volte al giorno un po’ di jogging senza affaticarsi e sudare ma facendo un po’ d’esercizio. Per chi lavora nel centro storico di Bologna, oppure per chi vuole fare un percorso cittadino alla scoperta delle meraviglie di questa città vorrei proporre questo itinerario.

VIA DANTE – CENTRO STORICO

Parcheggio 1 Via Dante
Parcheggio 2 Piazza Trento Trieste – Viale Oriani
Parcheggio 3 Via Leandro Alberti

Autobus 11 B

Abbiamo sulla sinistra il Tribunale, a destra c’è la zona occupata Ospedale Sant’Orsola, centro universitario e medico di fama internazionale. Avendo parcheggiato a pagamento in prossimità Piazza Trento Tcarducci2rieste a destra vediamo i Giardini Padre Ernesto Caroli con il chiosco gelati aperto tutto l’anno e una fontana con 4 getti.
Proseguire dritto da Largo Presini inizia Via Dante che si protrae fino a Viale Carducci percorso anche da pista ciclabile. La zona residenziale è cara ed esclusiva con costruzioni sono anni sessanta. Attraversando il Viale si scorge un tratto delle antiche mura del trecento, la terza e ultima schiera muraria. Alle spalle delle mura vi è Piazza Giosuè Carducci, attraversandola si ha l’impressione di essere in un luogo importante e austero. Sul fondo un’abitazione in mattone a vista, costruita negli anni venti del ‘900 in stile neogotico. Spiccano la forma delle finestre e delle merlature.

carducci  Sulla destra vi è un monumento in stile Liberty, inaugurato nel 1928 opera di Leonardo Bistolfi (1859-1933). Il Giardino a ricordo del Poeta Giosuè Carducci è contiguo alla sua abitazione dove si trasferì nel 1890. Alla morte di Carducci nel 1907 la Regina Margheritcarducci1a l’acquistò per donarla al Comune di Bologna. Il Museo dedicato allo scrittore toscano e la Biblioteca personale hanno sede al piano superiore ed è possibile visitarlo, vi è un’ampia area dedicata al periodo risorgimentale italiano. La casa prima di diventare residenziale, era una costruzione religiosa, denominata Chiesa di Santa Maria della Pietà detta “del Piombo” è stata costruita all’inizio del ‘500 poi rimaneggiata nel tempo. Nel 1712 fu riedificata in seguito a un incendio che la distrusse, successivamente ampliata e ristrutturata più volte.

Proseguendo in via del Piombo fino a Piazzetta Giorgio Morandi troviamo Santa Cristina
Costruita nel ‘600 ormai sconsacrata. Oggi si tengono concerti. È visitabile solo durante gli eventi. Girando a sinistra per via della Fondazza ( traversa tra Santo Stefano e Strada Maggiore) iniziano i portici, si prosegue per Santo Stefa

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Giardini Margherita

no fino alla pasticceria Laganà aperta a Bologna negli anni 50 e ancora in attività. Propone ottime ricette tipiche dell’arte dolciaria siciliana. A sinistra vi è la strada che conduce alla Porta di Santo Stefano, l’anticaPorta per la Toscana”. È possibile fare una visita presso il complesso monumentale del Baraccano e Chiesa di Santa Maria dove gli sposi novelli amano fotografarsi. Vicinissimo ai Giardini Margherita, ma quello sarà oggetto di un altro itinerario. Proseguendo verso il centro storico, troviamo la Chiesa della Santissima Trinità, costruzione di fine seicento, un ex convento di monache.

Camminando per i portici troviamo gli accessi sfarzosi degli antichi palazzi signorili bolognesi: Palazzo Agucchi (1752) costruito su progetto dell’architetto Carlo Francesco Dotti (Bologna 1670-1759) noto per le sue opere il Santuario della Madonna di San Luca e l’arco del Meloncello. Palazzo De Bianchi (1746) su progetto di Giuseppe Antonio Ambrosi (Bologna 1674-1745). Palazzo Ghiselli Vasselli edificato a inizio ‘500.
In Via Santo Stefano 58 è stata affissa una targa in ricordo che questa abitazione accolse l’illustre archeologo e politico Giovanni Gozzadini, scopritore della civiltà villanoviana. Nell’abitazione dimorò anche la moglie Maria Teresa Serego Alighieri, discendente della famiglia nobile e il cui antenato fu il poeta Dante.

Troviamo Casa Varrini, Palazzo Minarini, Palazzo Bargellini Panzacchi in cui abitò Oreste Regnoli come segnalato dalla stele marmorea firmata dall’amico Carducci e Palazzo Vizzani con sede del Rotary. A sinistra Via Rialto verso Castiglione a destra Via Guerrazzi che porta in Strada Maggiore al Portico e alla Chiesa dei Servi.

Girando a sinistra in Via Cartoleria 3 troviamo la casa Natale di Gino Cervi, al numero 5 (l’ex collegio di San Luigi) è apposta una targa in ricordo alla nascita dell’attore il 3 maggio 1901, dove ha sede l’Università facoltà Lettere
Prendere Via De Chiari che costeggia San Giovanni in Monte, si entra nei vicoli tipici di Bologna centro, incontaminati dal traffico, dal rumore e dal caos cittadino. A destra per Vicolo Monicelli, seguendo le indicazioni si giunge a San Giovanni in Monte.
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San Giovanni in Monte citata nel 1045 in alcuni documenti fu ampliata nel ‘200 e rimodernata nel ‘400 complesso da visitare assolutamente. Attualmente l’ex monastero adiacente è sede del Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna. Scendendo, arriviamo all’incrocio tra via Carlo Farini. Proseguendo per Via Santo Stefano, troviamo la Piazza dell’antichissimo e splendido complesso delle sette Chiese.

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Percorrendo la piazza, possiamo ammirare Casa Bovi e Palazzo Salina Amorini Bolognini dove saltano all’occhio le teste di statue che sembrano osservare il passaggio. Da lì a breve possiamo intravedere Torre Asinelli.

santostefanoDalla Chiesa di Santo Stefano ci immettiamo in Corte Isolani, location esclusiva e ricca di storia per giungere al portico delle tre frecce in Strada Maggiore.

Possiamo optare per un giro in centro, ma per completare l’itinerario, giriamo a destra per la Strada Maestra l’antica Via Emilia. Troviamo Palazzo Segni e Palazzo Sanguinetti Aldini dove ha sede il Museo e Biblioteca della Musica ed è ben conservato il laboratorio di liuteria del Maestro Otello Bignami, erede della antica tradizione della costruzione classica degli strumenti musicali felsinei. Storia che ebbe origine nel cinquecento, quando Luca Maler e Hans Frei portarono a Bologna la loro esperienza. Per due secoli si iniziò a produrre liuti di qualità conosciuti in tutta Europa.

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Successivamente vediamo Palazzo Bonfioli Rossi e l’antica Torre Gentilizia Oseletti costruita nel XII secolo, una delle ventidue sopravissute a Bologna. Proseguendo troviamo al numero 37 di Strada Maggiore un’altra dimora che ospitò Giosuè Carducci dal 1876 al 1890. Fu abitazione anche del chirurgo Bolognese Francesco Rizzoli (1808-1880), padre dell’ortopedia moderna, autore di diverse pubblicazioni e uomo politico.

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Dopo Palazzo Bianchetti attraversiamo l’incrocio con Piazza

Aldrovandi (direzione Zona Universitaria Zamboni Petroni) e Via Guerrazzi, sulla sinistra troviamo l’imponente ingresso del Palazzo Davia Bargellini dove ha sede Museo Civico d’Arte Industriale, all’interno è conservata un’antica carrozza del tardo settecento, molto bella e particolare nel suo genere. Proseguiamo e di fronte a Palazzo Bolognetti, a destra, inizia il Portico dei Servi che a Natale accoglie un mercato tipico e mi viene in mente la canzone Eskimo di Francesco Guccini scritta in quella domenica di settembre. Passiamo Casa Marsili Angelelli al numero 45 vi è Palazzo Hercolani che ospita la facoltà di Scienze Politiche

strada maggiore sinistra vediamo l’Opera Pia Poveri Vergognosi e Chiesa di Santa Caterina di Strada Maggiore e colpiche la statua in alto, raffigurante la Madonna con in mano il Santo Graal. Incrociamo Via Torleone e possiamo notare le mura altissime che custodivano gli antichi magazzini dei templari, posto in cui la leggenda narra sia sepolto il loro tesoro.

Ormai siamo tornati quasi al parcheggio, possiamo passare per via della Fondazza oppure proseguire fino alla Porta Maggiore e girare per la stradina parallela ai viali (via Vincenzo Tofanno), una zona residenziale di alto pregio. Ritorniamo in Via Dante attraversando il viale.

8000 passi x 5 Km

 

ITINERARIO MELONCELLO SARAGOZZA

ITINERARIO  SARAGOZZA CENTRO STORICO

 

#NICOLARIZZOLI

 

Quasi come Homer

Il mio amico Homer

Il mio amico Homer

Ho indossato una polo bianca e un paio di jeans, mi sono specchiato, sono rimasto a fissare la mia immagine per qualche minuto. Il mio stile di vita con passare degli anni, mi ha trasformato in Homer J Simpson. Matthew Abram Groening detto “Matt” ha profetizzato il mio stile di vita che sto conducendo, inserendo tantissime analogie negli episodi della famiglia Simpson oppure viceversa. Ho iniziato tardi a seguire il cartoon che ha lasciato un segno importante tra tanti miei coetanei, che ancora resiste ed è molto seguito.

Vent’anni fa non avrei mai pensato di trasfigurare l’immagine di Homer nel mio specchio, come se fossi posseduto da un fantasma. Negli anni ’90 avevo un fisico quasi atletico, non ero ancora un budino gelatinoso. Non ero estremamente goloso di ogni lecornia che potesse tendere all’infarto. Matt Groening mi trasformato nel suo personaggio, divinizzando il mio destino. Non sono padre di tre figli, mia moglie non ha i capelli blu, ma ho bevuto birra Duff prodotta in Belgio, guido una macchina scassata, i miei lineamenti non sono simili a quelli di Homer. Mi sento simile al personaggio nel carattere. I motivi che mi accomunano al personaggio dei cartoni sono:

La mia inedia per cui mi trovo spesso trascinato sul divano oppure su un’amaca e raramente mi viene voglia di muovermi o fare sport.
La golosità che mi porta a sentire l’odore di un hamburger anche a qualche centinaia di metri di distanza, e mentre lo sto scrivendo, mi aumenta la salivazione.
Sono vizioso, intemperante, ingordo, cinico e sadico con il vicino di casa. Non c’è cattiveria nel mio modo di essere e non sono l’unità di misura delle virtù umane. Quando era bambino ero attratto dai Robot dagli eroi, avrei dovuto crescere e tendere ai supereroi. Crescere con SpiderMan, SuperMan e BatMan eppoi diventare Homer è veramente strano.

 

E’ un pò come crescere mangiando tagliatelle e cotolette e trovarsi nel piatto Hamburger con maionese e ketchup oppure falafel e kebab, senza togliere nulla alla gastronomia araba o americana di cui ne vado ghiotto, non sono la stessa cosa della pasta al ragù. La golosità mi ha trasformato in un Simpson.

I ragazzi della generazione precedente alla mia avevano tutto chiaro: se una persona portava gli anfibi e il chiodo era di destra, quando indossava l’eskimo e le clark, il suo pensiero era di sinistra. Le persone s’identificavano con quello che vestivano, ascoltavano e i locali che frequentati. I ragazzi ballavano rock oppure disco-pop, non si ascoltavano generi diversi, lo stile nel vestire rispecchiava la propria cultura per cui corrispondeva anche una determinata scelta musicale. I miei coetanei sono stati gli ultimi a scegliere un proprio stile. Le generazioni successive hanno globalizzato le culture, in un enorme guazzabuglio senza una propria individualità. Chi riesce a distinguere dalla massa arriva al successo, ma è sempre più difficile. Una volta sarebbe stata una bella gara tra i cartoon americani di Groening o Disney e i Manga di Gō Nagai e Kyoko Mizuki.


La terza rivoluzione industriale ci ha globalizzato. La cultura è diventata comoda, a portata di un click. Quindi i ragazzi del nuovo secolo hanno avuto tutto ciò che è possibile fornire, come maiali all’ingrasso. La risultante è che non esiste più il rockettaro e il fighetto (negli anni 80 Zanarino o Paninaro) che ascolta disco-music. I ragazzi sono influenzati dai genitori, ascoltano tutto ciò che capita : “Ricchi e Poveri” “Pupo” “Umberto Tozzi” “AC-DC” “Iron Maiden” “Sarà perché ti amo!” “Back in Black”. Passano da un genere all’alltro con una facilità pazzesca e disarmante. Anche riguardo il vestire è tutto stato miscelato, non capisci più se uno è un fighetto o un figlio dei fiori spesso lo sono entrambi. Ormai ci siamo nerdizzati a comprare roba tramite internet, a praticare giochi di ruolo virtuali e con un futuro da Homer.

Amo la cultura americana. Il viaggio che mi ha dato più piacere è stato nel 2009 e sono atterrato a New York. Ho guardato per anni documentari sugli Stati Uniti. Sono stato “segato” più volte in inglese e l’ho praticato per dieci anni senza assimilare una parola. Almeno credevo che fosse così. Poi una volta nella Grande Mela, quasi fossi posseduto da un fantasma anglosassone, ho parlato correttamente la lingua per tutto il periodo di vacanza. Tornato in Italia, è occorso del tempo per abituarmi nuovamente alla lingua italiana.

Homer rispetta perfettamente lo stile americano ed essendo molto attratto dalla cultura oltreoceano probabilmente mi ha influenzato. Ho divorato i telefilm come Beverly Hills 90210 e Dawson’s Creek e hanno lasciato un grosso segno nella mia vita. I miei “D’OH” sono dovuti alla pigrizia, alla mia semplicità, qualche volta all’ira che neanch’io ho il pudore di tenere celata, alla mia repulsione al lavoro, e forse sono anche un po’ stupido come Homer. In fondo come l’intelligenza anche la stupidità si dimostra a sprazzi.

Gli studi porteranno i medici a classificare questi disturbi come nuova patologia che chiameranno Homerpatia. In realtà ho molto rispetto per il personaggio dei Simpson e ricordo con grande affetto il doppiatore ormai scomparso, che gli ha dato voce in Italia: Tonino Accolla.

#NICOLARIZZOLI

 

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Mag 13, 2020 - Bologna, cultura, itinerario    No Comments

A piedi per Bologna II

Sono belle giornate e l’estate è alle porte, siamo tentati dalla voglia di respirare all’aria aperta. Camminare e praticare attività motoria è tocca sana per l’uomo, in molti casi, per motivi di salute, i medici impongono le passeggiate.

Con le massime precauzioni, seguendo le regole. Ora con #prudenzaecautela e #sempreallerta vorrei proporre un altro itinerario famoso e caro agli abitanti di Bologna.

MELONCELLO – PORTA SARAGOZZA

Parcheggio 1. È comodo parcheggiare in Via Treves oppure dopo il canale, adiacenza Barca Certosa è il parcheggio più lontano ma in zona non a pagamento.
Parcheggio 2. Meloncello
Altre due possibilità potrebbero essere parcheggiare in Piazza della Pace oppure zona Meloncello dove è possibile ammirare lo stadio Comunale, inizialmente noto come Litorale, oggi intitolato a Renato Dall’Ara fu costruito negli anni venti su progetto dell’ingegnere Umberto Costanzini e dell’architetto Giulio Ulisse Arata. Il complesso sportivo è un monumento tipico del periodo fascista. Verrà presto rimodernato.

Stadio Renato Dall'ara

Stadio Renato Dall’ara


La direzione da Via Treves Ex Funivia è verso il Centro passando da Via Saragozza, incontrando l’arco Meloncello e proseguendo per i portici sulla destra troviamo Villa Spada e Via di Casaglia comodo accesso alla Basilica di San Luca.

Il Teatro Celebrazioni è una costruzione degli anni cinquanta, è stato rilanciato a fine novanta dopo un lungo periodo d’inattività da Paolo Scotti noto produttore teatrale e televisivo. Iniziò la sua attività con il programma Lupo Solitario poi divenne celebre con Matrjoska e Taratata. Il teatro fa parte del complesso della Casa intitolata all’attrice del cinema muto italiano Lyda Borelli per artisti e operatori dello spettacolo ormai in pensione.

 

Villa delle Rose

Villa delle Rose

In mezzo al verde si trova la scuola elementare Armandi Avogli, non visibile dalla strada.
Sulla destra troviamo il primo ingresso di Villa delle Rose sede di diverse mostre, la Villa è stata edifica nella seconda metà del ‘700. Il secondo ingresso con una lunga scalinata evidenzia il primo nome: Villa Scala. Nel giardino per abbondanza di verde e fiori è stata poi ribattezzata Villa delle Rose. Dal 1916 è proprietà del Comune di Bologna.
In confine tra i due parchi delle Rose e Spada, presso Villa Collalto si trova il Monastero dove risiedono dal 1932 le monache di clausura clarisse cappuccine di Bologna e all’ingresso svetta una torre oggi ribattezzata scherzosamente “delle Streghe”.

 

Villa Spada

Villa Spada

In stile neoclassico è Villa Spada quasi coetanea di Villa delle Rose, di proprietà Zambeccari fu eretta nel 1774 di proprietà del Comune di Bologna dagli anni sessanta.
Nel 1849 divenne presidio degli austriaci. Il 7 agosto la tradizione vuole che in questo luogo siano stati tenuti prigionieri i patrioti italiani Ugo Bassi e Giovanni Livraghi. Dopo essere stati catturati a Comacchio, trovarono la morte il giorno 8 agosto 1849 nella piazza dove oggi si tiene la Piazzola. Dagli anni 90 è sede del Museo della Tappezzeria e del Tessuto.

Attenzione perchè se entriamo in uno di questi due parchi è un attimo rilassarsi e perdersi nel verde dei colli bolognesi. All’entrata di Villa Spada con l’incrocio per Paderno e Casaglia troviamo la fermata del bus che con cinque soste permette di visitare il Santuario di San Luca la Linea è la n° 58 dalle 7 e venti di mattina fino alle 19,20.

Fa un certo effetto passeggiare sotto il portico più lungo del mondo la cui arte, che misura 3.796 metri e la leggenda narra che conta 666 archi. L’opera è stata progettata da Gian Giacomo Monti e Camillo Saccenti e viene terminata nel 1721 da Carlo Francesco Dotti, suo il progetto dell’Arco del Meloncello.

I portici bolognesi sono stati candidati “Patrimonio dell’Umanità” UNESCO. Pensare che nell’alto medioevo nacquero come abuso edilizio, allo scopo di aumentare la capacità e lo spazio edilizio senza occupare suolo pubblico.

 

Statua Madonna Grassa

Statua Madonna Grassa

Camminando sotto i portici incontriamo la statua detta della Madonna Grassa opera è di Andrea Ferreri del primo settecento, a cui molti sono devoti e lasciano ai piedi del monumento delle immagini votive e di gente che ha ricevuto la grazia.

Proprio a fronte della statua della Madonna Grassa vi è Villa Benni, costruita nel primo novecento, è una splendida location con annesso un magnifico parco, oggi è destinata ai ricevimenti e che offre anche la possibilità di pernottamento di lusso. Durante il secondo conflitto mondiale, è stata utilizzata come sede dell’alto comando tedesco. Terminata la guerra tornò in mano ai proprietari.

A destra troviamo tantissime strade chiuse che conducono in zone semi centrali residenziali e pre-collinari dove i prezzi di vendita lievitano per merito della posizione esclusiva.
I negozi mostrano in vetrina i prodotti alimentari freschi e preparati cotti. I profumi e le fraganze di pasticcerie e rosticcerie, sotto al portico, accendono l’appetito e la golosità anche dei palati più raffinati ed esigenti.

 

Arco Guidotti

Arco Guidotti

Incontriamo l’arco in via Guidotti all’incrocio fra Saragozza e via Bellinzona che fiancheggia i giardini della Chiesa e il Convento di San Giuseppe eretto a metà del ‘800, dove al centro è eretta una statua a San Francesco d’Assisi.

A sinistra si incrocia Via R. Audinot è una zona molto interessante per chi studia architettura e non solo. Villette unifamigliari realizzate a fine ottocento dall’Architetto Paolo Sironi (1858-1927). Colpiscono i particolari e le decorazioni dei balconi e dei cancelli sono omaggi floreali allo stile Liberty. Sono state costruite molte dimore eleganti mai opulente e dove traspare un raffinato gusto architettonico.

UniversitàA destra lungo i Viali con a Fronte Porta Saragozza, verso Viale della Resistenza, si estendono i giardini di Villa Cassarini. L’altura di Saragozza fu l’antica collocazione del popolo etrusco allora la città era chiamata Felsina. All’inizio del 900 fu organizzata una campagna di scavi a opera di Cassarini. La sommità dell’acropoli era occupata da alcuni palazzi di proprietà della famiglia Pallotti poi Cassarini. Negli anni trenta la proprietà fu ceduta all’Università. Oggi hanno sede le facoltà d’Ingegneria e Chimica.

 

Porta Saragozza

Porta Saragozza

Il Cassero di Porta Saragozza appartiene alla terza cerchia muraria del XIII secolo modificata su progetto dell’ingegnere Enrico Brunetti Rodati a metà ottocento. Oggi ospita la collezione privata e pubblica di oggetti sacri. Il Museo della Beata Vergine di San Luca tratta la storia del santuario di San Luca e il trasporto nel tempo dell’immagine tanto cara ai devoti bolognesi della Madonna col bambino.

 

 

San Pio

San Pio

Opzione 1 Verso il centro da via Saragozza.
Qui possiamo decidere se continuare per Porta Saragozza dove i pellegrini partono per San Luca e dal centro di Bologna percorrono la via degli Dei. Quindi troviamo un parchetto in cui nel 2013 è stata inaugurato il Monumento a S. Pio da Pietralcina. Possiamo riposare alcuni minuti per poi proseguire verso il centro. Nella piazzetta è situato una sala cinematografica dedicata a Charlie Chaplin. Con una programmazione di flim anche in lingua originale. Alla destra della porta è stato riattivato un vecchio vespasiano.
Opzione 2 prendere il bus linea 20 direzione centro o direzione Casalecchio di Reno
Opzione 3 Proseguire per la prima strada a sinistra via Frassinago percorrerla fino a Sant’Isaia per vedere la basilica di San Francesco in Piazza Malpighi.
Opzione 4 Tornare a piedi

La passeggiata A/R Meloncello Portico Saragozza sono circa 3,5 km 5000 passi quaranta minuti

#NICOLARIZZOLI

Tutto può cambiare

Colonna SonoraHo fatto una grande scoperta cinematografica “Begin Again” in Italia “Tutto può cambiare”, il film piace sicuramente a cantanti e musicisti. Mi ha colpito la cura avuta nella colonna sonora. La trama è una fotografia perfetta dell’ambito artistico e specifico dell’economia dello spettacolo, infatti la sceneggiatura e la regia sono curate da John Carney esperto del settore musica ed ex bassista negli anni ’90 del gruppo irlandese “The Frame”.

La protagonista è Greta (Keira Knightley) un’autrice e cantante talentuosa ma in ombra. È fidanzata con Dave, un giovane di successo e fama internazionale, interpretato da Adam Levine, voce potente e cristallina, leader del gruppo musicale Maroon 5. Quando i due si separano, mentre lei si esibisce in un pub, viene scoperta da Dan Mulligan (Mark Ruffalo) un discografico caduto in disgrazia. Purtroppo trovano difficoltà e opportunità di lancio del progetto musicale, quindi registrano i brani per strada con una band di ottimi musicisti. Ovviamente la location della Grande Mela si presta benissimo per i video. Ci mancherebbe! Quanti musicisti vorrebbero New York come sfondo per il proprio clip. Keira Knightley è una grande rivelazione fonografica.

Colonna Sonora Film

Colonna Sonora Film

Nella colonna sonora sono presenti canzoni dell’autore Gregg Alexander divenuto famoso per il brano “The Game of Love” di cui è nota l’interpretazione di Santana che gli ha permesso di vincere nel 2003 il premio Grammy. Con Danielle Brisebois è coautore di “The Lost Stars” , la hit del film che nel 2015 viene nominata al Premio Oscar. Danielle Brisebois divenne nota giovanissima quando ottenne una parte nella serie televisiva Arcibaldo, la sitcom che lanciò “i Jefferson”.

 

La trama non è incentrata solo sulle vicissitudini dei protagonisti, ma il filo conduttore è proprio la musica. Si cerca di sintetizzare come proporre la propria musica in alternativa ai canali commerciali. Sollevando il tema che i giovani talenti possono nascere anche fuori dal settore imprenditoriale etichette, edizioni, talent, tv, internet, con un progetto indipendente. Proporre la loro musica in mezzo alla gente e condividerla. Tramite i loro concerti, sudando e montando la loro attrezzatura, vivendo con intensità la propria arte e magari far diventare più longevi i loro progetti.

Tutto può cambiare è una metafora, perchè i cambiamenti culturali avvengono sempre dal basso. É la gente che decide sempre, non è l’economia o la politica, è il popolo che sceglie quando e come vuole cambiare, appena termina di lamentarsi.

 

#NICOLARIZZOLI

 

Nel 2015 le nomination al Premio Oscar sono

Glory di John Stephens e Lonnie Lynn – Selma – La strada per la libertà

Everything Is Awesome, di Shawn Patterson – The LEGO Movie

Grateful, musica e parole di Diane Warren – Beyond the Lights

I’m Not Gonna Miss You di G.Campbell e J.Raymond – Glen Campbell: I’ll Be Me

Lost Stars, musica e parole di Gregg Alexander e Danielle Brisebois – Tutto può cambiare (Begin Again)


 

Mag 10, 2020 - cultura, musica, Spettacolo    No Comments

Like Dance Monkey

I Like Dance

I Like Dance

Continua nel distretto di New York a impazzare una scimmia che balla. Adoro quest’immagine e credo di non essere l’unico. Un’idea che piace moltissimo: il macaco che agita il bacino a ritmo.
A ricordarlo in rete sono il gruppo punk rock storico “New York Dolls” con “Dance like a monkey” un singolo uscito nel 2003, ma non sono loro a essere i più ricercati e cliccati.

 

Continua infatti una ricerca incessante dei digittatori newyorkesi sui motori di ricerca per “il ballo della scimmia” “Dance Monkey” una metafora che viene usata nella musica e rende tantissimo. In fondo piace pensare che sia sempre un ominide nelle retrovie della nostra anima che ci rende irrazionali e istintivi, che quando sente il ritmo si muove senza dover riflettere.

Quell’immagine l’abbiamo trovata a Sanremo nel 2017 in Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani che recita un testo geniale e colto “La folla grida un mantra, l’evoluzione inciampa. La scimmia nuda balla” sulle note di un brano molto orecchiabile che fa cantare e ballare per tutta l’estate.

L’anno scorso arriva e spopola “Dance Monkey” il singolo che ha reso celebre la cantante australiana Toni Watson in arte “Tones and I“. Esattamente un anno fa il 10 maggio 2019 il lancio che ha venduto più di undici milioni di copie nel Mondo. Un’artista molto apprezzata nel Nord Europa che svetta in testa alle classifiche. L’immagine ha un senso un po’ diverso, il testo racconta delle difficoltà in cui incorrono gli artisti di strada che per poter trovare il giusto riscontro nel pubblico, devono quasi ballare come scimmie ammaestrate.

La scimmia che balla è un’immagine che indipendentemente dal contesto in cui viene proposta e condita, piace e lo dimostrano 950 milioni di click sul video “Dance Monkey” e 239 milioni per Gabbani. Certamente non si può dire che un’idea primordiale non sia remunerativa, probabilmente nell’involuzione della nostra specie esiste un forte desiderio del nostro lontano passato.

#NICOLARIZZOLI

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