Playing for Change

worldNato come progetto multimediale nel 2004 negli Stati Uniti per volontà del produttore, fonico Mark Johnson e Enzo Buono diventa un punto di riferimento mondiale per la musica di tutte le etnie. Diventa l’espressione musicale, culturale, artistica del cambiamento universale. Ora è un’organizzazione senza scopo di lucro che sostiene il terzo mondo ancora pieno di difficoltà. L’associazione si è imposta di costruire e supportare scuole per l’infanzia in paesi in via di sviluppo Ruanda, Sudafrica, Ghana, Nepal e Mali. Dal 2008 al 2011 sono state pubblicate due compilation e un documentario in dvd dal titolo “La Pace attraverso la Musica” che racconta il percorso e l’attività della fondazione.

In questi anni hanno partecipato musicisti di ogni paese e si sono creati brani con sfumature e contaminazioni internazionali. Il brano che ha riscontrato il maggior successo è “Stand By Me” che a oggi, su YouTube riceve più di 145 milioni di visite, ma i brani sono tantissimi, suonati meravigliosamente e registrati con una cura maniacale. È necessario ascoltare “Sittin’ On The Dock Of The Bay” di Otis Redding o Congo to Mississippi che vengono arrangiate in tanti modi perché i musicisti sono distanti per localizzazione ma molto vicini con la passione per la musica. Ascoltatevi i brani di Bob Marley One e War suonati da più di venti musicisti, indiani, sudafricani, israeliani, americani del Nepal del Congo. Hanno partecipato in tantissimi, tra i volti celebri ci sono Manu Chao, Bono, Keith Richards. Inoltre hanno partecipato diversi italiani tra cui molti musicisti di Matera. Vorrei segnalare un gran chitarrista italiano Roberto Luti.

Sono state registrate immagini con musicisti celebri a livello nazionale oppure locale. Musicisti che suonano per professione lungo le vie e nelle piazze, perché anche la musica per strada diventa un lavoro. I video hanno come filo conduttore il brano musicale che viene ribaltato e riadattato ogni manciata di secondi. È bellissimo guardare una ragazza orientale che suona un cordofono tipico della sua zona, con alle spalle una pagoda successivamente sentire un banjo, c’è un uomo davanti a una costruzione di New Orleans, poi un attimo dopo vedere e ascoltare un chitarrista a Salvador de Baia. Passare dal Blues al Reggae poi ancora dei colori Soul. Tutto organizzato perfettamente e curato in ogni aspetto.

Playing for Change è un progetto internazionale. Strumenti acustici, etnici, percussivi, cordofoni, elettrofoni, senza nessuna censura come apporre il nastro sul marchio della chitarra come nelle peggiori trasmissioni che uccidono la cultura. Migliaia di colori, stili, voci e anime, pettinature e pigmentazioni diverse. Suoni da ogni parte del Pianeta, tante diversità meravigliose accomunate dalla musica e dai sorrisi.

#NICOLARIZZOLI

Playing for Changeultima modifica: 2020-05-16T10:24:24+02:00da nickrizzoli
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