TARGHE TENCO

Per caso mi sono collegato al canale youtube di Mirkoeilcane ed ho ascoltato alcuni brani dal progetto “Secondo me”. Sono rimasto colpito favorevolmente da questo autore già sentito al Festival di Sanremo 2018 che tra le nuove proposte con la canzone “Stiamo tutti bene” si è aggiudicato Il Premio della Critica del Festival della canzone italiana “Mia Martini” 2018. Ho scoperto che negl’ultimi due anni ha fatto incetta di premi: Premio Bindi, Premio Incanto, Musicultura, Premio Enzo Jannacci, Premio PMI, Premio Sergio Bardotti, Premio Musica Controcorrente. Dai commenti sui video possiamo intuire che il pubblico ha iniziato ora a scoprire questo autore romano nato nel 1986 che crea canzoni e testi controcorrente di grande qualità.

Un’altra notizia interessente è che  la Giuria (composta da 200 esperti del settore musicale) deve aggiudicare le Targhe Tenco 2018 per le categorie: Album, Interprete, Opera Prima, Dialetto e Canzone. Tra i finalista per la categoria Album – DISCO ASSOLUTO è presente Mirkoeilcane insieme a  Filippo Andreani, Alessio Bonomo, Ermal Meta, Mauro Ermanno Giovanardi,  Motta, The Zen Circus.

Mirkoeilcane con il brano “Stiamo tutti bene” lo troviamo presente anche nella categoria “Canzone Singola” tra i finalisti ed a contendersi la targa ci saranno: Ginevra Di Marco, Alessio Lega,; Motta; The Zen Circus (Catene); Agnese Valle e Pino Marino.

Per la categoria Album in dialetto i finalisti sono Francesca Incudine con un brano molto interessante dal titolo “Tarakè” ,  La Maschera, Peppe Lanzetta, Elena Ledda, Otello Profazio. Per la categoria “Opera prima”: Giuseppe Anastas, Francesco Anselmo, Dunk, Andrea Poggio, Paola Rossato; tra i finalisti degli “Interprete di canzoni”: Fabio Cinti, Patrizia Cirulli, Corsi e Alloisio, Grazia Di Michele, Marco Rovelli.

I Vincitori saranno decretati durante la Rassegna della Canzone d’autore (Premio Tenco 2018), che si terrà dal 18 al 20 ottobre al Teatro Ariston di Sanremo.

Club Tenco

Il premio viene attribuito dal 1984 possiamo ricordare alcuni autori con le canzoni premiate: Nel 1986 – Lucio Dalla per il brano “Caruso”. L’anno successivo Francesco Guccini e Juan Carlos Biondini con la canzone “Scirocco”. Francesco Guccini, che si aggiudica anche la Targa del 1990 con “Canzone delle domande consuete” Poi nel 1991 trionfo per Fabrizio De André e Mauro Pagani  con “La domenica delle salme” ancora nel 1992 Franco Battiato con “Povera patria” nel 1995 Daniele Silvestri  con “Le cose in comune” Luciano Ligabue, Certe notti nel 1996, nel 1998 Francesco De Gregori con “La valigia dell’attore”. Nel 1999 Paolo Conte con “Roba di Amilcare”, nel 2001 Giorgio Gaber e Sandro Luporini con la canzone “La razza in estinzione”. Nel 2002 Enzo e Paolo Jannacci con “Lettera da lontano” nel 2003 ancora Enzo Jannacci con “L’uomo a metà”.

#NicolaRizzoli

Anni80

Anni80

“Quindi ci fermiamo al Mac!” disse lui. Lei rispose che I suoi genitori non volevano che si avvelenasse con gli Hamburger e quindi le era vietato frequentare le paninoteche. I genitori di Osiride erano vegani. Carmelo invece era stato svezzato a chianina ed ogni razza bovina presente sul mercato italiano ma erano innamorati e pensarono di andare in qualche ristorante vegetariano o vegano, tipo #Zenzero che si mangia molto bene. Poi però facendo I conti in tasca, con cinque euro a testa l’unico posto che poteva essere a prezzo era la paninoteca. Composero il loro menù meticolosamente pagando alla cassa 10 euro e zero cinque e si sedettero nell’angolo più remoto e lei con il codice dello scontrino andò in bagno almeno due volte in quanto uscirono circa alle 17,00. Poi li trovi in sala Borsa e si muovono come se fosse un luogo di incontri e non di cultura, ma purtroppo la distinzione non c’è. L’intellettuale non ha età e può essere quattro volte maggiorenne e leggersi ogni mattina I giornali, una persona che guarda l’ennesima mostra appesa senza conoscere la differenza fra il pittore #Carducci e il latinista Carracci e la coppia di sbarbi che si siedono al bar di Sala Borsa e mentre fanno meranda con una mano con l’altra si tengono per mano. Alla loro età bevevo già un buon bicchiere di Moscato e ascoltavo #musica #hiphop. I rapper americani e i #fastfood ci avevano colonizzato culturalmente: il tinello era diventato un teen-Nello, le osterie si trasformavano in #winebar e in disco si scimiottava la #breakdance.

VINO: #Moscato è un vino da dolci, da festa di compleanno, da #brindisi. Cercando in qualche piccola produzione contadina si corre il rischio di trovare delle #bottiglie uniche e prodotti qualitativamente altissimi. Il Moscato è per eccellenza, il classico vino da abbinare al dolce. E’ paragonabile al vestito da sposa, bianco e classico. La produzione risale alla Magna Grecia ma a quell’epoca probabilmente l’aroma #dolce si otteneva facendo appassire gli acini per cui il sapore si avvicinava più al vin santo. Oggi la produzione è diffusa in tutto il Mondo e ormai sono moltissime le varietà di Moscato.

45”: Il chitarrista è riconoscibile, ha un tiro esagerato e si chiama Nile Rodgers al suo fiano il basso gruvosissimo di Bernard Edwards. Coppia di musicisti inseparabile e insuperabile del gruppo #CHIC autori di migliaia di successi. Se Nile Rodgers mette le mani sulla chitarra il brano è un successo, una certezza. Purtroppo il basso è scomparso nel 1996. Ma parliamo di “Master Gee” O’Brien, un rapper americano e fondatore del gruppo hip hop The #Sugarhill Gang. Con i rapper Wonder Mike e Big Bank Hank nel 1979 incidono e pubblicano il brano “Rapper’s Delight” prodromo con tecnica rap, insieme a “King Tim III” della “Fatback Band”. Qua si fa la storia! La storia del Genere #HipHop, che ancora oggi resiste. Sulle basi ritmica di tantissimi generi o riff, si è raccontato ogni tema sociale con più o meno cattiveria, con più o meno intensità. Raccontando i propri sogni e portando alla luce i disagi sociali si è creato uno stile che ancora oggi piace e si ascolta, difficilmente si canta o si fischietta, ma che comunque tende a far muovere il busto in senso ritmico. A #NewYork nelle feste di quartiere e nelle feste di strada, i giovani afroamericani e latinoamericani suonando e ballando la breaking già a fine degli #anni’70 trasformano una passione in un genere di tendenza. In questo periodo insieme alla musica e al ballo si sviluppa anche la street art, i murales e il graffitismo. Questo genere trasforma il talento della strada in vero e proprio business, diventando la fortuna economica di molti editori e autori. Per molte persona diventa invece uno stile di vita.

#NicolaRizzoli

Stracoppia

Disco
Una Storia un vino e un vinile

Al Victoria Station, in Via Zanardi ci si va in stracoppia. Le “stracoppie” sono uscite di massa con almeno tre coppie e da quando avevo vent’anni. Quando si ordina rigorosamente tutte cibarie e bevande diverse ad esempio tre “coche cole” saranno sempre: una light, una zero e una classic, anche le capacità cambieranno e non saranno mai ne uguali ne costanti. Il dramma per il personale si concluderà non all’ordinazione ma al momento del pagamento in quanto ognuno vorrà pagamente esattamente ciò che ha consumato, ma si concluderà con la frase ormai in bocca da duemila anni: “Dai famo alla romana.” Ma la serata si concluderà sempre con una lite che avrà come parte lesa una coppia. Solitamente è perchè qualcuno informa la fidanzata di qualcuno di un segreto che non si sarebbe mai dovuto dipanare. Quasi sempre la coppia resiste fino al momento in cui non saranno soli nella propria autovettura. Ciò si può verificare dall’espressioni e dai lampi di odio. E non è vero che è sempre lei ad incazzarsi con lui. Spesso è il contrario, è lui che viene a sapere che nel tal giorno invece che essere in palestra con l’amica era a far spese con suo cugino. Fra le stracoppie qualcuna scoppia.

 

VINO: Cabernet Franc di 

 con un gusto quasi terroso, oppure un Caberne Sauvignon, ma l’importante che sia Cabernet. Vino trapiantato in tutto il Mondo, fra I più conosciuti ma non stancherà mai. Un Cabernet è per sempre. Per la cucina è abbinabile a tanti piatti come le tagliatelle al ragù, I tortellini impasticciati, le lasagne, le carni rosse. Ottimo il Cabernet Sauvignon del Fruili con una gradazione di 12-13° Un vino per ogni occasione, un vino da famiglia e da compagnia, un vino da pasteggiare con un vino con dei buoni requisiti, crcando di fare attenzione al produttore.

VINILE: LA VITA E’ ADESSO Pubblicato nel 1985 da Claudio Baglioni di cui è autore dei testi e delle musiche, gli arrangiamenti sono di Celso Valli.

Tracce

Lato A
1 Un nuovo giorno o un giorno nuovo
2 L’amico e domanipub
3 Uomini persi
4 La vita è adesso
5 Tutto il calcio minuto per minuto

Lato B
6 Andiamo a casa
7 Amori in corso
8 E adesso la pubblicità
9 Un treno per dove
10 Notte di note, note di notte

Un progetto realizzato in Inghilterra con musicisti inglesi nati negli anni ’50. Per la parte di batteria fu scritturato Stuart Elliott già batterista di Alan Parsons Project insieme a Pete Van Hooke e Brett Morgan. Al Basso è Mo Foster che in coda al primo brano, delizia l’ascoltatore con un bellissimo assolo slappato. Ma a Baglioni piace così l’arrangiamento per i suoi brani: Parole dolci scritte dentro le bottiglie e lanciate dalle ragazze sui tram, ma sempre con tiro e bello gruvoso! Ma come faceva a predire che le ragazze sui tram nel 1985 lanciavano messaggi che non esistevano ne smartphone e cellulari? Subito dopo parte la seconda traccia con un bel riff di chitarra dell’esperto Phil Palmer “L’amico e domani” volando dietro un pallone, aspettando l’auto.Ma appena dopo un ritornello che trasforma il brano in ascolto virale, già si ascoltano i primi archi della London Symphony Orchestra.  Poi saltellando da ritornello a ritornello la melodia si alza e Baglioni tocca note molto alte e difficilmente riproducibili.

“Noi domani andremo un pò più in fretta!” e qua vi è un’altra predizione.

La terza traccia con il piano e una voce sommessa accende le candele per l’ascolto e tutto diventa molto poetico con “Uomini persi” e con maestria appare la bacchetta del Maestro mentre il violino riempie gli spazi e trasforma l’atmosfera in magia.

Poi parte il brano che celebra l’opera: “La vita è adesso” ed inizia con un giro di basso in risposta al piano lasciando silenzi da ascoltare. La maestria dell’autore romano che conduce gli ascoltare in atmosfere amorose è giunta l’apoteosi.

Quante persone nate dal 1985 in poi saranno state concepite con le note di questa canzone? Magari in auto con i vecchi mangia cassette. “Sei tu che porterai il tuo amore per cento e mille strade!” e “Imparerai che per morire ti basterà un tramonto”. Poi tutto torna tenero e delicato, a suoni sintetizzati di Hans Zimmer, per raccontarci a brandelli la vita: “dando una schicchera alla sigaretta mentre la ragazzina sembra appesa ad un pallocino” e mentre si vola e quasi si possono immaginare queste storie come un film ci racconta: “Tutto il calcio minuto per minuto” Nella parte finale di questo brano c’è il giusto tributo ad uno dei più grandi arrangiatori e Maestri d’orchesta italiano e bolognese: Celso Valli che dirige la London Symphony Orchestra ed emerge il Made in Italy e succede proprio a metà dell’opera.

E mentre si sentono sfumare gli archi che rispondono al canto con un vocalizzo interminabile che Baglioni riproporrà sempre nei live. Poi il metronomo si velocizza con “Andiamo a casa” e incita ad andare lontano con un passo sempre più svelto e cercare qualcuno tra gli amori smarriti mentre tra le tracce suonano gli altri musici Jess Bailey, Trevor Bastow, Nick Glennie Smith, al pianoforte e tastiera Paul Keogh alla chitarra acustica, Frank Ricotti alle percussioni. “Amori in corso” è un altro brano molto importante non solo nella melodia ma anche per l’arrangiamento e la coda di oltre un minuto ci fa intuire di cosa si potrebbe fare con gli archi di un’orchestra. Note di archi che si ripresentano su “E adesso la pubblicità” e ogni cosa è già un ricordo liso. “Ma che giorno è tutti i giorni” come al solito porta sempre il ritornello all’ascolto virale per la maestria della costruzione, precedendo uno dei pochi assoli dell’opera ma non perchè “è quasi un secolo di noia … ma per un attimo di gioia”.  Poi c’è un brano di passaggio “Un Treno per Dove” che grazie all’arragiamento ha degli incisi che attirano l’attenzione e poche note ci fanno sentire un suono tipo Hammond. Come un’opera pensata anche per i live, termina con “Notte di note, note di notte” e dalle prime note si capisce che sarà un brano che pubblico canterà durante i concerti con vocalizzi da oltre un minuto che anticipano un ritornello emozionante con una coda di oltre due minuti. Si conclude così il brano che chiude il progetto più venduto in Italia in tutti i tempi almeno fino al 2017.

#NicolaRizzoli una storia un #vinoun  #vinile

Il brano più bello

Da una finestra giunge gentilmente il suono di una tromba. Una voce bicipenetrate, con un brivido, cattura l’anima mentre recita: “Ricordi sbociavano le viole, mentre le rose appasivano, non resta che qualche svogliata carezza e un po’ di tenerezza.” Via Calari 33 suona un #disco di De Andrè e la magia di un attimo, un soffio di soli tre minuti in cui diventa tutto magico e irreale, come l’amore. L’amore che viene descritto in diecimila #canzoni ma che pochissimi autori sono riusciti a trasmetterecon la stessa intensità provata e vissuta. Via Calari #33 e suona un disco di De Andrè “La canzone dell’amore perduto”. https://yellowkeys.wordpress.com/ #vinile #storie #vino #DeAndrè #musica #NicolaRizzoli

 

Una Storia, un Vino ed un Vinile

Vorrei raccontarvi di …. Mirco e Marco hanno entrambi una folta barba. Marco è vestito come un anglosassone e Mirco da poeta francese. Sono stati avvistati in via San Felice, via Don Minzoni e in Riva Reno dove spesso vanno a fare colazione in quel bar verso il centro dopo l’incrocio con via Marconi. E’ il loro Bar preferito e ci vanno spesso il sabato mattina. Finchè erano giovani, frequentavano alcuni locali tra cui la Salara mentre la mattina la passavano a riposare. Ora che hanno trovato un impiego consono al loro titolo di studio. Vivono una vita sobria e aliena da eccessi. Mirco è architetto e progetta impianti sportivi. Prima di arrivare a Bologna ha lavorato a Barcellona, Berlino, Parigi e Londra. Parla otto lingue. Marco invece è ingegnere ed ha sempre lavorato in via Timavo fin dal tirocinio didattico. Che meraviglia incontrarsi a Bologna, passeggiare per le vie e sotto i portici, per le piazza di questa città

meravigliosa e magica. Camminano sempre parallelli e alla stessa velocità come due rotaie. Nel passaggiare sono subordinati ed indispensabili l’uno per l’altro e tracciano due linee parallele che sembrano non incontrarsi mai. Quella sera nell’attico di via San Leonardo un loft stile newyorkese all’ultimo piano in una palazzina antica, suonavano le note di “Quale allegria” mentre i calici di Greco di Tufo erano appoggiati sul top di marmo di Carrara nella sala con angolo cottura e angolo bar a casa di Mirco.

VINO: Greco di Tufo e forse Pesce Spada, un abbinamento sublime per una cena romantica e stuzzicante ai sensi. Il Greco con un sapore secco, armonico, con un aroma gradevole e intenso, fruttato. Si abbina molto bene al pesce, ai crostacei. Ottimo da antipasti e molto fresco, va servito a 10-12°. Irrinunciabile.

VINILE: COME E’ PROFONDO IL MARE
Pubblicato da Lucio Dalla nel 1977 di cui è autore della musica, per la prima volta anche dei testi. Fu registrato negli studi in parte negli studi della casa americana di RCA di Roma. La Casa discografica che dal 1951 era proprietaria del Vaticano per una quota pari al 10% . e che negli anni sessanta e settanta nella sede di via Tiburtina furono pubblicati Lucio Dalla, Rino Gaetano, Francesco De Gregori, Renato Zero, Claudio Baglioni, Antonello Venditti e tantissimi illustri autori e cantanti del panorama italiano.

1977 Lucio Dalla Un progetto diventato pietra miliare nel panorama discografico italiano e internazionale
1977 Lucio Dalla Un progetto diventato pietra miliare nel panorama discografico italiano e internazionale

Lato A
1. Come è profondo il mare – 5:24
2. Treno a vela – 3:27
3. Il cucciolo Alfredo – 5:22
4. Corso Buenos Aires – 4:38
Lato B
1. Disperato erotico stomp – 5:52
2. Quale allegria – 4:30
3. …E non andar più via – 3:25
4. Barcarola – 3:50
I musicisti che accompagnarono Lucio Dalla in questo progetto furono:
Rosalino Cellamare alle chitarra e tastiere, il bolognese Jimmy Villotti, Luciano Ciccaglioni e Claudio Bazzari alla chitarra, Fabio Liberatori e Alessandro Centofanti alle tastiera e synth, Marco Nanni e Paolo Donnarumma al basso, Giovanni Pezzoli e Flaviano Cuffarialla batteria Gianni Oddi e Gaetano Zoccanali ai fiati e il terzetto corista dei Baba Yaga che in quell’anno iniziarono a lavorare con Boncompagni a Discoring. Prodotto da Renzo Cremonesi e Alessandro Colombini

CONTESTO:
Nel 1977 il contesto sociale e politico era complicato con le contestazioni studentesche negli anni di piombo e il colpo di pistola che uccise il giovane militante di Lotta Continua in via Mascarella a Bologna. Furono giorni bui, impetuosi e violenti che cambiarono la storia e il volto dell’Italia. In quel periodo esce il primo episodio di Guerre Stellari, Enzo Tortora presenta la prima puntata della trasmissione “Portobello”

In quegli anni videro la luce brani come: “Cocaine” di Eric Clapton e Heroes” di David Bowie. Gli anni della discodance e di protesta del punk. Nascono brani e generi interessanti come la new wave e le creazioni particolari del classic rock.

Ma veniamo al nostro vinile: Pietra miliare della discografia italiana. L’album fu concepito in un periodo difficile e complicato degli anni di piombo e come descrisse Lucio Dalla una canzone non invecchia al massimo, si imbianca un pò la barba. Proprio il primo brano “Come è profondo il mare” rimane un sempre verde e ritorna canzone di protesta nel 2015 a supporto di un video contro le trivellazioni petrolifiche nell’Adriatico. Nelle prime battute accompagnato da una chitarra,viene fischiettato uno dei mille motivetti che fa diventare il brano quasi virale.
Il testo è poetico e visionario, nella prima strofa viene citato il linotipista, come se fosse la chiave di lettura del testo. Si potrebbe intendere come burattinaio e manipolatore di parole. Come nell’antico mestiere, il compositore tipografico allineava, ordinava e modificava i set di caratteri; immaginando per assurdo di sostituire la lettera “erre” con la lettera “elle” nel titolo l’ascoltatore si ritroverebbe una visione diversa del testo trasformando in “Come è profondo il male”. Nei ritornelli del brano il cantato mangia spesso l’ultima sillaba, pronunciando con una particolare caratteristica fonetica la erre creando una certa ambiguità di significato e di interpretazione del testo.
Chiedersi quanto costa una mela? Rispondendo che costa un sacco di botte come nel “Treno che vola” alternando sonorità, micelate a suoni sintetizzati, che saranno riutilizzati mezzo secolo dopo da giovani compositori, come fosse una sonorità appena scoperta.
Per la prima volta, dopo sei progetti musicali, Lucio Dalla si cimenta nella composizione interamente anche dei testi oltre che della musica, e ci riesce benissimo. Giocando con le parole, rendendo facile e intenso l’ascolto. Parlando di scudi crociati e pistole alla mano e la città che si prepara insieme al cucciolo Alfredo, mentre per strada i giovani militanti diventano sempre più violenti. Ma l’autore ha la capacità di stemperare lo stress di vita ed emozionare, facendo leva sui valori umani. Continuando ad inventarsi, scrivere e suonare frasi musicali che per anni verranno prese e riproposte in mille salse ma lasciando la propria firma come indelebile. Urlando e avendo l’atteggiamento di chi “non ha visto niente” e dicendo: “Passavo di qua!” come in “Corso Buenos Aires” utilizzando lo slang felsineo come “Pulismano”. Continuando a creare immagini e suggerendo di bere un grappino mentre risalta il coro di Baba Yaga. Ma il vero viaggio è “Disperato erotico Stomp” che come una guida conduce l’ascoltatore nel centro di Bologna, facendo strani incontri. Incontrando una donna profonda, ottimista e di sinistra. Poi un tedesco che aveva perso l’orientamento. Ma risolve il testo portando la rima tra divano e mano. Mentro lo “scat” jazzistico in coda al brano esprime chiaramente il concetto di autoerotismo. Poi l’atmosfera si fa seria intensa con la canzone “Quale allegria” dove l’autore mette a nudo la propria anima e scrive una poesia degna di autori del calibro di Roversi e Pasolini. Quei brani che se ascoltati con le cuffie, passeggiando per il centro di Bologna si possono provare i brividi mentre si combatte con i propri sogni. Torna lo slang bolognese con “pazzi sprassolati e un poco scemi” dove sprassolati si intendono menti lacere o fatte a pezzi. Questi brandelli tornano in “…E non andar più via” che come dice la canzone “O muori tu, o muoio io” e che la linea melodica emoziona fino ai brividi per merito dell’orchestra d’archi, arrangiata e diretta dal Maestro Ruggero Cini. Poi il viaggio è quasi terminato ma prima “la donna di fuoco” della Barcarola passeggia sul porto. Cantando la puzza di piedi, parla di sogni, di donne e di mare mentre il cane abbaia l’opera si dissolve tra I sogni e le visioni di un poeta che ancora oggi passeggia per via D’Azeglio come un’ombra.

#NicolaRizzoli

Nell’ERA DEL PARADOSSO: IN AUTO

Nell’ERA DEL PARADOSSO: IN AUTO

E come scrissero i giornalisti sulla testate  e gli studiosi narrano ai propri studenti e alunni:

Signori siamo nell’ERA DEL PARADOSSO!
Te ne rendi conto quando la mattina partendo per andare al luogo di lavoro, inserisci la chiave nel quadro e senti il rombo del motore, cerchi la musica adatta non troppo soft altrimenti rischi di riaddormentarti, ma neanche Back is Black degli ACDC troppo nervosa, molti ascoltano gli ABBA altri cercano la stazione radio con un dj che possa regalare una cucchiaiata di simpatia e rendere la giornarnata allegra. Ma non si è ancora pronti per affrontare il traffico.
La tecnica è fermarsi al bar e prendere il secondo caffè. Il caffè detto anche MOTIVANTE. E’ un atto che molti addottano per preparasi spiritualmente al tratto di strada casa lavoro, pagano il caffè, quando il barista ringrazie e dice la fatidica frase: “Buonagiornata!” … Dannato TE! Sapete perchè i banchi dei bar sono alti? Non perchè sono comodi alla consumazione veloce, ma per nascondere la volgarità dei gesti scaramantici!
Buona giornata Buona Giornata! Buona giornata sticazzi! Vorrei solo farti sapere dove lavoro io!!!! Poi mi faccio l’oroscopo, compro un oroscopo grattaevinci e valuto se ho fortuna al gioco, altrochè Paolo Fox! Nel mentre sei ripartito, fermo al semaforo mentre il semaforo è già verde da 1 minuti ma il conducente della vettura avanti la tua si sta guardando allo specchio retrovisore per rifarsi il trucco, poi la statistica non mente per strada la mattina su 100 autisti:
10 si specchiano per le rifiniture al trucco o al capello
10 parlano al cellulare con o senza blutuz mentre con il secondo telefono usano what’s up
10 giungono dalla corsia preferenziale
10 parcheggiano in II fila
10 hanno fretta e riducono la distanza di sicurezza a qualche cm dal tuo paraurti
10 sono mamme o nonni la priorità numero 4 del codice della strada dopo autoambulanze pompieri e polizia
10 superano a destra sul passaggio pedonale mentre stai facendo attraversare il branco di esseri umani
10 rispettano rigorosamente il limite di velocità di 15 Km/m
10 sono donne la cui caviglia destra purchè al quanto sexy ha due stadi ON OFF o ferme o a tavoletta!
8 sono vecchie automobili, scassate guidate da uno straniero che è abituato a guidare nel Sahara
1 è un TIR che si è perso all’uscita della tangenziale detto LOST!
1 è uno stronzo che deve parcheggiare e rallenta la circolazione, formando un’ennesima fila
1 coglione: Prova a indovinare chi è?
Poi cerchi parcheggio. Il Comune ha ricavato posti auto ovunque, ma non per comodità, ma per farti pagare la sosta. Presto troveremo righe blu ovunque anche sotto I portici, sui marciapiedi, nei giardinetti pubblici tra lo scivolo e l’altalena dentro le fontane, (li costerà qualcosa in più perchè la macchina viene anche lavata), sotto le pensiline degli autobus, in chiesa…

 

NON POSSO FARE ALTRO CHE CONSIGLIARE QUESTO LIBRO:

titolo Music Fruit Autore: Nicola Rizzoli #Fruiterismo Edizioni SensoInverso
titolo Music Fruit
Autore: Nicola Rizzoli
#Fruiterismo
Edizioni SensoInverso

Interessante e atipico saggio che affonda le sue radici nei diritti dei fruitori di beni e servizi, e che amplia il raggio d’azione divenendo un manuale a tutto tondo per quanto riguarda il settore artistico italiano (e non soltanto quello musicale, da cui prende il via) e i suoi legami con il commercio e la fruizione delle opere, Music fruit si configura come un prodotto ben assemblato da Rizzoli, abile a rendere fruibile (termine utilizzato di proposito) il libro a un numero di lettori molto vasto, da quello semplicemente curioso al professionista di settore.
Con un modus scribendi che denota ottima padronanza della nostra lingua e uno stile chiaro, preciso, puntuale, l’autore regala una lettura fluida e scorrevole.
Il valore aggiunto di quest’opera sta nel fatto che, pur rientrando nelle pubblicazioni di manualistica, si fa leggere come fosse un romanzo, perché riesce nell’intento di tenere incollati alle pagine.

https://fruiterismo.com/

Subbuteo – Lego – Big Jim – “Le ancorine”

Subbuteo – Lego – Big Jim – “Le ancorine”

Con il “Calcio a punta di dito” ho perso un amico molto caro, il migliore amico di gioventù. Non è morto per un incidente di gioco, in quanto è impossibile che il subbuteo causi incidenti mortali, ma per una discussione, trasformatasi in lite per una diversa interpretazione di un’azione che aveva portato al gol. Non ricordo i dettagli, ma se ne andò adirato e dimenticò anche la giacca, qualche minuto dopo, suonò il campanello e m’illusi che volesse ritrattare la sua posizione, ma mi chiedeva la giacca, che io gli lancia dalla finestra del terzo piano. Non lo vidi più per oltre vent’anni.

Quando l’agonismo è alle stelle, il rischio lite è alle porte. Se avessimo giocato con il Lego o con Big Jim non avremmo mai litigato, ma con il #Subbuteo invece, l’amicizia si è spezzata.

Il primo e vero gioco di ruolo fu proprio il #Subbuteo, partecipai anche alle gare Regionali in cui fui completamente asfaltato da altri #NERD che dedicavano al gioco diverse ore al giorno.

Poi c’era #BigJim con i suoi amici eroi, con le sue attrezzature, quella sua jeep verde per il safari con il rinoceronte, la diligenza con i due cavalli, il camper per poter farsi trascinare in mille avventure. Avventure maschili, che però potevano diventare eterosessuali quando si preparavano i Big Jim per la spedizione dall’amica del cuore, proprietaria di tante Barbie.

Anche il #Lego era una ludopatia, quante costruzioni, ma erano molto affascinanti le figure umane:

i poliziotti, i vigili, gli uomini al lavoro, che poi nel tempo sono diventati oggetti da collezione con aree tematiche ben delineate. Poi c’erano giochi molto divertenti: il meccano, le macchinine, il treno elettrico, la pista, il dolce forno (che non mi hanno mai comprato) l’Allegro Chirurgo, il biliardino. Le bambine impazzivano per Cicciobello. Gli adulti per i giochi di società.

La mia infanzia è passata senza la presenza di videogiochi, sono arrivati più tardi. Da bambino la fantasia era espressa dalle proprie emozioni, era una realtà virtuale personale e propria.

Avrei voluto vivere due volte la mia infanzia, per capire meglio la differenza che può esserci per chi come me nell’infanzia ha avuto modo di coltivare una propria immaginazione o per chi come gli adolescenti di oggi crescono con una realtà virtuale già confezionata. Perchè l’immaginazione è già a portata di smarthphone, non occorre fare la fatica di creare e di pensare dei Mondi alternativi alla vita reale. Quando vedo tre bambini attorno ad una console palmare, ad un #Iphone che giocano, mi chiedo sarà un bene? Oppure stava meglio la mia generazione che doveva crearsi quel realtà virtuale, saranno NERD a quarant’anni? Saranno soli? Essere NERD non significa giocare in solitudine, ma giocare solo quando il gioco diventa interessante e stimolante per il cervello. Un NERD non giocherà mai ad un gioco senza particolari livelli di #ingegno.

I NERD per quanto siano innamorati della tecnologia, amano giocare con i soldatini, dipingerli e fare battaglie su cartoni, mentre si guardano in faccia e non solo attraverso i videogiochi. Questo conferma che il gioco più emozionante sarà sempre quello condiviso con altre persone, e che la solitudine non sarà mai una componente stimolante per un gioco.

Il vero #NERD è colui che dal nulla crea una situazione ludica, trascinante, divertente con degli alti livelli di complicazione e non rimane mai fermo; la evolve. Ricordo quando da adolescenti i genitori ci portavano a fare le gite nei giardini in collina, ci si divideva in due squadre, si preparavano i fortini e si organizzavano battaglie, per divertirci non serviva neanche un #pallone.

titolo Music Fruit Autore: Nicola Rizzoli #Fruiterismo Edizioni SensoInverso
titolo Music Fruit
Autore: Nicola Rizzoli
#Fruiterismo
Edizioni SensoInverso

NON POSSO FARE ALTRO CHE CONSIGLIARE QUESTO LIBRO:

Interessante e atipico saggio che affonda le sue radici nei diritti dei fruitori di beni e servizi, e che amplia il raggio d’azione divenendo un manuale a tutto tondo per quanto riguarda il settore artistico italiano (e non soltanto quello musicale, da cui prende il via) e i suoi legami con il commercio e la fruizione delle opere, Music fruit si configura come un prodotto ben assemblato da Rizzoli, abile a rendere fruibile (termine utilizzato di proposito) il libro a un numero di lettori molto vasto, da quello semplicemente curioso al professionista di settore.
Con un modus scribendi che denota ottima padronanza della nostra lingua e uno stile chiaro, preciso, puntuale, l’autore regala una lettura fluida e scorrevole.
Il valore aggiunto di quest’opera sta nel fatto che, pur rientrando nelle pubblicazioni di manualistica, si fa leggere come fosse un romanzo, perché riesce nell’intento di tenere incollati alle pagine.

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LIBRERIA UNIVERSITARIA

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NON POSSO FARE ALTRO CHE CONSIGLIARE QUESTO LIBRO: MUSIC FRUIT

Interessante e atipico saggio che affonda le sue radici nei diritti dei fruitori di beni e servizi, e che amplia il raggio d’azione divenendo un manuale a tutto tondo per quanto riguarda il settore artistico italiano (e non soltanto quello musicale, da cui prende il via) e i suoi legami con il commercio e la fruizione delle opere, Music fruit si configura come un prodotto ben assemblato da Rizzoli, abile a rendere fruibile (termine utilizzato di proposito) il libro a un numero di lettori molto vasto, da quello semplicemente curioso al professionista di settore.
Con un modus scribendi che denota ottima padronanza della nostra lingua e uno stile chiaro, preciso, puntuale, l’autore regala una lettura fluida e scorrevole.
Il valore aggiunto di quest’opera sta nel fatto che, pur rientrando nelle pubblicazioni di manualistica, si fa leggere come fosse un romanzo, perché riesce nell’intento di tenere incollati alle pagine.

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titolo Music Fruit Autore: Nicola Rizzoli #Fruiterismo Edizioni SensoInverso
titolo Music Fruit
Autore: Nicola Rizzoli
#Fruiterismo
Edizioni SensoInverso

Poi qualcuno inventò “PRO EVOLUTION SOCCER”

Torino2PRO EVOLUTION SOCCER è eroina pura. Una droga che può essere sostituita solo con il metadone, anche se la metafora è pesante, ritengo che in un futuro prossimo dovranno inventare una sostanza che possa compensare l’eventuale mancanza di PES. Chiameranno il prodotto “megadone” e servirà a coloro che come me, sono assolutamente assuefatti da questa serie di video giochi calcistici iniziata a metà degli anni 90. In quel tempo la grafica era limitata e I vari livelli di difficoltà con la Play 1 erano poco curati, infatti a livello minimo vincevi contro il computer diciotto a zero appena salivi nell’intermedio, non vincevi neanche se pregavi e convincevi qualche divinità greca o romana per assisterti. La soluzione ingegnosa era mettere in pausa il gioco e cambiare a secondo delle necessità il livello del gioco. Se si perdeva, si calava di livello se si vinceva si alzava. Se venivano a farti visita alcuni amici, la domanda era se si possedeva il secondo joystick e via di tornei. Ma la parte più entusiasmante era giocare con Roberto Baggio, fino all’anno 2004 poi si ritirò dalle scene calcistiche. Non era più nelle liste dall’anno 2000 in quanto gli ultimi tre anni li giocò nel Brescia di Corioni e questo fu un fattore molto frustante. Pro Evolution Soccer senza Baggio non era più la stessa cosa.

Fra settembre e ottobre è necessario rinnovare il gioco, per cui si prenota la nuova uscita, anche se online ci sono gli aggiornamenti di mercato ma sei costretto a prenotare la nuova versione, infatti l’azienda produttrice non ti consente di usufruire del gioco online più di nove mesi ovvero il ciclo di un campionato. Ma è sempre appassionante testare le nuove formazioni, provare il fuori classe acquistato dalla Juve, provare l’efficacia di squadre con organici giovani come Atalanta, Sassuolo o Torino per settarle e sfidare grandi club. Ovviamente le squadre meno forti hanno un punteggio molto più alto rispetto alle big in caso di pareggio o di vittoria.

Studiarne la formazione, che tattica addottare per l’attacco e la difesa, sperare nello stato fisico del giocatore. Io tifo Bologna e da sempre il 50% delle mie partite le gioco con il club del cuore, ma sono state tante le sconfitte, prima di trovare la giusta taratura tattica alla squadra. Poi una mattina accendi l’autoradio mentre stai andando a lavorare e senti un brano che recita:

Sto lontano dallo stress fumo un po’ e dopo gioco a Pes, ” e capisci che quella rete di spacciatori continua a spingerti a non smettere, e sei costretto a comprare sia la console Play 2 poi la 3, a provare FIFA e FIFASTREET. Finchè un giorno in casa arriva il nuovo fidenzato di tua figlia. Lui è giovane, piacente e va a letto con tua figlia, ma tutto questo è tollerabile. La disperazione nervosa diventa ingestibile solo quando ti batte a PES. PES è una droga, ti accende una dipendenza. Quando inizia il gioco compare la scritta che si rischiano attacchi epilettici, non è menzionata la ludopatia che invece miete moltissime vittime. Fabio Caressa e Luca Marchegiani continuano il loro commento anche dopo la fine della partita, se hai perso l’incontro I loro commenti sono assolutamente fastidiosi, come è fastidioso il giocatore online che quando gioca in casa nelle impostazioni decide di disputare la partita con il temporale, perchè lo reputa un vantaggio. Ci sono giovatori che impostano tutte le tattiche altri che non osservano neppure lo stato fisico del giocatore, altri che scelgono di giocare con la squadra più forte e perdono quando l’avversario è una squadra di valutazione inferiore, magari di serie B.

Tranne qualche vero campione di videogioco, che conosce ogni mossa possibile, sono sicuro che sia il sistema a determinare se devi retrocedere o meno, credo esista un grande fratello di EA sport che spia il tuo modello di gioco e ti fa perdere o vincere per rimanere in media per le categorie a cui sei destinato medioalte D7 D8

MUSIC FRUIT “FRUITERISMO”

titolo Music Fruit Autore: Nicola Rizzoli #Fruiterismo Edizioni SensoInverso
titolo: Music Fruit
Autore: Nicola Rizzoli
Edizioni: SensoInverso

NON POSSO FARE ALTRO CHE CONSIGLIARE QUESTO LIBRO: https://www.libreriauniversitaria.it/music-fruit-rizzoli-nicola-sensoinverso/libro/9788867933310

https://www.ibs.it/libri/autori/Nicola%20Rizzoli

 

#Fruiterismo